Vacanza in barca a vela: monoscafo o catamarano?

Per capire se per una vacanza è meglio scegliere una barca a vela monoscafo o un catamarano, bisogna riflettere sugli aspetti che meglio chiariscono i motivi per cui ci si pone la domanda: il gusto di veleggiare, il bisogno di spazi e la capacità economica.

Che si scelga un tipo di scafo o l’altro però, se è la prima volta, si sappia che è bene prepararsi cominciando dalle quattro cose da sapere per fare una vacanza in barca: attitudine, gestione degli spazi a bordo, abbigliamento e accessori giusti.

Oltre a conoscere le variabili che spesso ci si trova ad argomentare più o meno bene con i nostri compagni di viaggio: la meteo, gli imprevisti e la convivenza.

Ma se state analizzando la scelta da questo punto di vista (lo scafo), probabilmente sapete già di cosa si parla o quanto meno, avete avuto informazioni più o meno incoraggianti.

Sì, perché il viaggio perfetto esiste, se lo si vive con buon senso e il giusto spirito. E’ la capacità di sapersi adattare alle circostanze, senza inutili limitazioni, la vera pozione magica per godersi una vacanza così, soprattutto per chi è in cerca di nuove emozioni.

E veniamo al catamarano.

Catamarano_navigazione_saidisale_2

Questa imbarcazione a differenza della barca a vela, è come se ne avesse due affiancate, due scafi quindi entro i quali si trovano servizi e cabine. E’ evidente che la sua peculiarità sarà avere più spazio in coperta (la parte esterna), una “apparente” maggior stabilità e per contro però, meno emozioni in navigazione, quelle che un monoscafo invece può regalare.

Chi sceglie dunque il catamarano anziché una vela monoscafo, cerca principalemnte maggior comfort, non certo le prestazioni veliche. Esistono catamarani con uno spirito decisamente sportivo ma non sono così diffusi per il noleggio e le vacanze.

Vediamo come sono disposti questi spazi.

Qui di seguito un’immagine d’esempio, che rappresenta in pianta quelli di un Lagoon 440 (uno dei cantieri più diffusi nel charter). E’ una barca poco più di 13 metri ed ha una larghezza di circa 5, che può accogliere comodamente 8 persone in cabina, oltre lo skipper/marinaio, che ha eventualmente la sua a prua (è indicata nella figura).

Ma è solo un esempio, perché il mercato offre ovviamente una vasta gamma di possibilità oltre il Lagoon: Nautitech, Leopard, Mahè, Bali, Alumer, Saba, Lipari, ecc. e soprattutto, diverse soluzioni, anche di dimensioni leggermente ridotte o molto più generose.

Catamarano_saidisale_schema

Arrivati in banchina, un catamarano ci accoglie con una “veranda” esterna (pozzetto di poppa) con delle scalette comode e spaziose per accerdervi. Si entra in barca passando poi in una sorta di soggiorno con angolo cottura e grandi finestre, ovunque, molto luminoso. Cose che offrono una sensazione più “accogliente” e simile ad una casa.

Le cabine si trovano al “piano” inferiore e solitamente sono abbastanza spaziose. Dipende poi ovviamente dalla struttura e dimensione della barca.

In coperta a prua (la parte davanti), si trova generalmente una grande rete, sulla quale solitamente ci si sdraia a prendere il sole, mentre il mare sfila sotto lo scafo in navigazione o dove la sera ci si rilassa con una birra in mano, mentre si contano le stelle.

Qui a volte si può trovare anche un’altro pozzetto, simile alla veranda di ingresso. Più piccolo di dimensioni ma molto comodo per ritrovarsi a chiacchierare in sicurezza e in comodità, anche durante la navigazione.

In base ai modelli, potreste trovare anche il fly, come sui motoscafi. E’ una sorta di “secondo piano” della barca, dove si trova solitamente anche il ponte di comando e in alcuni casi un altro bel prendisole. Non è sempre così ma in tal caso, si ha un punto di vista molto scenografico, oltre che pratico per chi è al timone.

Con un catamarano quindi, si privilegia la navigazione e la vivibilità comoda ma con dei pro e contro. Vediamoli.

Quando si sale a bordo di una barca a vela (monoscafo o catamarano), sono le vele la propulsione principale della nostra barca, per cui entrano in gioco le leggi della fisica e della fluido dinamica, tranne quando si decide di muoversi solo a motore. In quel caso la direzione la gestisci con il motore e non con la provenienza del vento.

Barcavela_saidisale_navigazione

Se sotto l’effetto delle vele una barca a vela monoscafo “sbanda” al vento (vedi la foto sopra), è grazie all’azione della deriva (una cosa lunga posta sotto lo scafo, immersa nell’acqua di diversi metri, con un bulbo molto pesante) che contrastando la forza del vento sulle vele, le permette di acquisire più o meno velocità a seconda che le vele siano regolate più o meno perpendicolari alla provenienza del vento. Il catamarano al contrario, non avendola o almeno, non con le stesse caratteristiche e funzionalità (dipende dai modelli), rimane più “orizzontale”. Per un’evidente diversa conformazione strutturale.

Questo vuol dire che in navigazione con il catamarano, non si potranno mantenere agevolmente rotte vicine al controvento (la bolina), cosa che può fare invece la barca a vela.

Questo cosa vuol dire? Che a parità di rotta e provenienza del vento, obbliga il catamarano a percorrere più strada per raggiungere uno stesso punto. A meno che logicamente non si decida di andare a motore. Discorsi un po’ tecnici ma che fanno la differenza, quanto meno sui tempi di percorrenza.

Se volete divertirvi un po’ con i termini marinareschi, dopo leggetevi: “cazza cosa?”.

Il fatto inoltre che il catamarano sia molto largo e senza deriva lunga, lo rende un po’ più “passivo” al moto ondoso del mare. Contrariamente alla barca a vela che invece può tagliare meglio l’onda, dando così la sensazione di una navigazione, diciamo più “dolce”. 

Differenze che a grandi linee si possono notare anche tra un motoscafo ed una barca a vela, dove subentrano però altre dinamiche fisiche e aspetti tecnologici.

Il fatto inoltre di non avere la deriva lunga quanto una barca a vela, permette al catamarano di ormeggiare avvicinandosi molto più alla riva. Ed in acque ristrette, avendo due motori (come un motoscafo), può manovrare più agevolmente. Insomma, certi “compromessi” che vanno valutati, per fare la vostra scelta.

Catamarano_saidisale_ormeggio

Non abbiate però paura del moto ondoso del mare. La sensazione della nausea è una condizione quasi esclusivamente emotiva …ed esistono dei rimedi, sia che si viva il mare con un catamarano, una barca a vela o a motore.

Ma i costi?

Beh, il catamarano è una barca comoda, versatile e questo si paga, mediamente il 30-40% in più della barca a vela monoscafo, calcolando noleggio, ormeggio e carburante (avendo 2 serbatoi). Adatto dunque a chi cerca consapevolmente un’esperienza di mare e navigazione senza compromettere troppo la propria abitudine e …attitudine “domestica”.

Barca a vela (monoscafo)

Croazia_Puglia

Abbiamo appena descritto le differenze strutturali tra i due scafi, determinanti a far comprendere le principali differenze in navigazione e le prestazioni con l’effetto propulsivo delle vele.

Se si sceglie invece un monoscafo, si cerca prima di tutto l’emozione della navigazione a vela. Una sensazione che il catamarano non potrà certo donarvi, se non con venti detti portanti, cioè provenienti dalla parte più o meno posteriore della barca, rispetto alla rotta che state seguendo.

La sensazione del “oddio cado in acqua”, è infatti una caratteristica tipica della barca a vela monoscafo, qualcosa di cui dovrete tenere conto in caso, ma che un bravo skipper saprà gestire al meglio.

Barcavela_saidisale_bolina
Barca a vela di Omero Moretti durante una navigazione a vela di bolina

E’ la sua condizione naturale, è fatta per navigare in questo modo: sbandata. La capacità di chi governa le vele ed è al timone, sarà quella di mantenere lo scafo in un giusto rapporto tra l’intensità del vento, la rotta da seguire e la regolazione delle vele.

Altra differenza da un catamarano, sono gli spazi (a parità di lunghezza), relativamente meno “comodi”, anche se ultimamente i cantieri progettano scafi che coniugano molto bene sia lo spirito sportivo che l’abitabilità. Tutto dipende sempre da ciò che si cerca.

In questo caso, dalla banchina noterete un solo “pozzetto”, quello che nel catamarano chiamavamo “veranda”. Avrete a disposizione subito la timoneria e non ci sarà un “secondo” piano oltre quello. Vi troverete subito, per dirla con un’espressione più analoga a quella di una casa, al piano terra.

dormire_in_barca_saidisale17

Le cabine saranno sempre al “piano di sotto” (si dice sotto coperta). Qui vi accoglierà la dinette o quadrato (i puristi la chiamano così, per non confonderla con quella dei camper – la funzione è identica). Ci si trova la cucina, quella che nel catamarano era all’ingresso con tutte le finestre attorno.

La disposizione delle cabine segue un po’ la forma dello scafo in coperta, a differenza del catamarano che da questo punto di vista invece ha più spazio, avendo una struttura in coperta studiata in modo differente, più uniforme.

Questo vuol dire “adeguarsi” un po’. In base alla stazza della barca infatti, si avrà a disposizione più o meno spazio per muoversi e dormire (vedi foto in sequenza qui sotto). Sono comunque spazi giusti e sufficienti per godersi al meglio ogni genere di vacanza vi aspettiate di vivere.

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Ormeggiati in una rada poi, il luogo ideale e naturale in cui si deve trovare una barca a vela, le differenze tra gli scafi saranno minime. La barca a vela (a differenza del catamarano) avrà la deriva sotto lo scafo (ricordate?), per cui oscillerà leggermente meno lateralmente, dipende però sempre dalla dimensione di una o dell’altra. Se volete capire certe differenze sulla stabilità, leggetevi anche questo: barca a vela o a motore?

Ma ad esempio, giusto per capire un po’ le differenze che hanno barca a vela e catamarano da una a motore, essendo dotate entrambe di vele, in caso ci fosse un po’ di onda che sbatte sullo scafo anziché sulla prua (provocando il beccheggio, il movimento frontale), si avrà a disposizione quel trucchetto in più per togliere il fastidioso rollìo (movimento laterale della barca). Quell’unico motivo che potrebbe rendere infatti “insopportabile” la vostra permanenza in quel posto.

Aprendo un pochino di vela e sfruttando il principio delle leve tra catena dell’ancora e lo scafo, si potrà rimettere un po’ in sintonia la situazione, sfruttando l’azione della vela e la forza della catena, mettendo la prua a favore di onda, riducendo così quel fastidio. Non vi preoccupate, non dovrete pensarci voi, lo farà il vostro skipper 😉

A parità di lunghezza e anno di costruzione infine, la barca a vela costerà meno del catamarano, sia dal punto di vista del noleggio che di ormeggio nei porti, occupando appunto meno spazio, quanto meno in larghezza. Oltre ad avere un motore solo, a cui dunque …dare da “bere”.

Cosa posso consigliarti?

Bah, io personalmente preferisco la barca a vela monoscafo, perché mi piace veleggiare. Il catamarano è certo più comodo e divertente per certi aspetti. Ma come sempre è una questione di gusti… molto soggettivi. E non per ultimo… il costo.

Goditi quindi l’esperienza che sei disposto a vivere, in base a ciò che ti fa sentire più in serenità e per la quale sei disposto ad investire il tuo tempo e le tue risorse.

Ricordati solo che in mare siamo sempre tutti degli ospiti, sia che ce l’abbiamo grande o piccolo (lo yacht). Rispetta la natura ed i tuoi vicini. La barca è solo un mezzo, per scoprire il bello di questo modo di vedere il mondo e di vivere la vita. Al resto, ci penseranno le splendide emozioni che vivrai solo stando lontano …dai terrestri 😜😃

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Buon divertimento e buon vento.

2 pensieri su “Vacanza in barca a vela: monoscafo o catamarano?

    1. Bene bene grazie… anche io preferisco la barca a vela… stile classico 😛 Se dunque ti è piaciuto, aiutami a condividere i contenuti che creo con tanta passione e che spero… siano utili.

      Buon vento

      Mi piace

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