Dormire in barca a vela? Si – può – fare!

Tanti amici mi hanno chiesto: come si dorme in barca a vela? Beh, la risposta più spontanea è sempre stata: come a casa, in un letto 😀

A parte gli scherzi, la differenza da una qualsiasi vacanza come dire …terrestre, è forse lo spazio, anche se in certi casi ne ho avuto decisamente meno a disposizione in camere d’albergo di Nothing Hill o nelle artistiche vie di Montmartre a Parigi.

Di che barche parliamo?

Qui prendiamo in considerazione le barche da charter più diffuse, quelle cioè nate e cresciute per questo genere di uso: la vacanza. Condizioni dunque adeguate al servizio offerto… anche se troppo spesso si trovano cassoni davvero conciati male. Si dice che chi più spende meno spende… non c’è niente da fare, è la vecchia e solita regola.

Ad onor del vero però ho trovato barche di 15 e più anni tenute molto meglio di quelle più recenti e decisamente più funzionanti e funzionali. L’eccezione che non conferma la regola. Non è quindi una questione di “età” della barca se vogliamo essere pignoli ma di serietà della società che la gestisce. Altra vera realtà. Per cui liberi tutti ma …occhio alle false occasioni. Verificate online chi è la società, le assicurazioni che coprono il noleggio (i massimali e le franchigie) e i feedback. Ma non divaghiamo… 😛 Il tema è un altro.

Parliamo dunque di scafi con strutture “essenziali”, a seconda del tipo di cantiere che le ha varate, con più o meno accessori a disposizione, a seconda dell’anno di varo. Per cui direi escludiamo le barche armatoriali, anche di taglio classico, diciamo “vecchio stampo”, quelle comunque di proprietà privata, concepite per soddisfare le esigenze di chi le possiede prima di ogni altra cosa.

Queste possono comunque differire per disposizione e organizzazione degli spazi oltre che nella scelta delle dotazioni di bordo, anche se dovessimo parlare di barche al contrario più recenti e quindi degli stessi modelli di quelle che poi si trovano presso i vari charter.

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Entrambi questi scafi ad esempio possono essere considerabili “armatoriali”, cioè barche private e non di charter. Quella di destra (una signora del mare) ha un taglio “diverso”, molto più intimo e classico, non adatto dunque a vacanze in flottiglia ad esempio, come invece quella di sinistra (una giovane ragazza). Anche se non impossibile (alcune società le hanno comunque in gestione entrambe), le “vecchie signore” è più facile trovarle con il proprietario a bordo in qualità di skipper o con un suo fidato. Vuoi scoprire la storia della barca a destra? Clicca qui.

Rispetto ad una camera d’albergo comunque non cambia nulla, solo capire poche semplici dinamiche per adeguare una classica abitudine ad una semplice e pratica qualità del modo di vivere, che in fin dei conti non differisce dal resto dei nostri viaggi. Anzi, per certi aspetti può essere molto meglio, se l’aspettativa è: less is more 😉

Bagagli

Poche cose, semplici ma utili e soprattutto comode. Tacchi mmm no way, magari sì ok per andare a cena in un ristorante consiglio una zeppetta, se proprio non se ne può fare a meno. Ma senza dilungarmi troppo su questo argomento, visto che il tema è un altro, se volete approfondire l’argomento vi invito a conoscere qualche dettaglio in più leggendo: prepariamo la borsa, non rigida 😉 C’è anche quello sul beauty 😀

Come sono disposte le camere?

Ecco, prima cosa chiamiamole cabine. A bordo non ci sono camere 😉

Sono tutte doppie e in alcuni casi si può usare anche il divano della dinette (dove c’è la cucina – vedi immagini qui sotto), molto ampio e arioso, che al bisogno il più delle volte si può modificare in un mega lettone.

Unica pecca: in questa zona è difficoltoso gestire la propria privacy ed il via-vai delle persone in giro per la barca, se siete quelli che vanno a letto prima o che si alzano dopo 😉

In tal caso tappi per le orecchie, mascherina sugli occhi e una buona dose di adattabilità rende questo spazio il più comodo in assoluto per dormire, sia in termini di spazio che di ariosità.

In una barca di stazza media comunque (diciamo 11/14 metri) troviamo da 2 a 4 cabine doppie tra prua e poppa. Diventano anche 5 ma in questo caso siamo a bordo di imbarcazioni già di 15/16 metri.

Su queste ultime troviamo spazi comuni più generosi, quelli in cabina in linea di massima non differiscono di molto, sono sempre come dire… adeguati alla disposizione degli spazi e al fatto che (cosa più interessante) il bagno potrebbe essere accessibile direttamente dalla propria cabina e non in condivisione con gli altri a bordo. Ma non è una regola perché ripeto, i modelli sono davvero tanti e le soluzioni potrebbero essere comunque diverse, anche su tagli più piccoli.

Dunque per capirci il rapporto è da 1 a 3 bagni in relazione a 2, 3 o 4 cabine. Il Dofour Grand large 460 (scafo di circa 13,5 metri – foto sotto) ad esempio ha layout con 4 cabine e 4 bagni (2 con accesso interno la cabina) …ma il taglio classico (a parità di stazza/soluzione ipotizzata) è normalemente di 4 cabine con 3 bagni.

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Quando il numero delle cabine comincia a salire però (non oltre le 5 + dinette), è facile trovare in aggiunta alle classiche cabine matrimoniali, anche quelle con letti a castello (a volte anche in barche di stazza inferiore ripeto, a seconda dei modelli). Ricordo che parliamo sempre comunemente di barche da charter per le vacanze, non di mega yacht o caicchi.

Ecco, molti queste le preferiscono, soprattutto quelli che da single decidono di partecipare ad una vacanza come questa evitando così la promiscuità. Anche se statisticamente è il primo motivo per cui si decide di fare una vacanza in barca 😛

In alcuni casi sono strutturalmente comode, in altri effettivamente mettono alla prova anche il più scafato viaggiatore, se non si è abituati a vivere in un sottomarino della Marina Militare. Ma non spaventatevi… gira aria, l’arredo confortevole vince sul freddo bullone di ferro del mezzo da guerra e probabilmente non avrete un sottoufficiale che vi sveglia alle 4.00 del mattino per fare esercitazioni con i Marines o per fare le flessioni. Salvo siate voi 😰

Dove metto le mie cosine?

Il tema bagaglio lo sorvoliamo perché abbiamo detto che si affronta a parte. Unica anticipazione: il trolley è bandito ⛔️, soprattutto quello rigido. Non si sa dove metterlo e finirà che lo dovrete abbracciare la notte durante tutta la vacanza.

Forme e dimensioni delle cabine sono di ogni livello e qualità. Ma di sicuro ci sarà almeno un armadietto e vari stipetti e ripiani sulle pareti. Non enormi eh… Mano a mano che aumenta la stazza della barca e di conseguenza anche un po’ lo spazio a disposizione oppure a seconda del modello di barca, si possono trovare anche dei cassetti ai piedi del letto (oltre a spazi più ampi) o trovare altri vani in aggiunta a quelli sotto il materasso del letto che di solito (se non ci sono i giubbotti salvagente) almeno uno è libero.

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Se avrete dunque rispettato le regole del buon viaggiatore (less is more), quel poco essenziale ci starà tutto tra gli armadietti, gli stipetti e i ripianetti, anche se siete in due. La borsa morbida è utile anche per questo motivo. Si lasciano dentro le cose meno consuete e le si schiaffano sotto il letto o in qualche gavone/cala vele a prua (calacosaaa? 😀 hehehe – se volete infarinarvi sul gergo marinaresco vi consiglio: cazza cosa?), lasciando quindi liberi gli spazi per altre cosine di uso più giornaliero.

Da che parte si dorme?

Ecchice… la vostra testa sta dove preferisce. Astenersi però claustrofobici 🙄

A poppa le cabine hanno una forma più o meno rettangolare. Quindi un filo di spazio in più di quelle a prua per le spalle e gli sgomitamenti notturni (a meno che la cabina a prua non sia unica).

Quelle davanti infatti, molto spesso hanno una forma conica. Se ne trovate solo una sarà una sorta di tronco di cono, se ne trovate due sarà quasi un triangolo isoscele a volte scaleno e in certi casi anche ottusangolo 🤓. Alcuni modelli offrono in alternativa l’aggiunta di un letto a castello o doppi contrapposti, di forma più o meno regolare (vedi ad esempio la prua della barca di Omero Moretti – foto sotto). Insomma, di ogni tipo.

Che dire, dopo questo approccio geometrico alla questione, arriviamo al dunque: da che parte si dorme? …oltre ovviamente al piacere di dormire sotto le stelle (se il clima lo consente).

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In un albergo o a casa c’è chi preferisce stare verso l’ingresso, chi verso il muro o la finestra… in barca è tutto più semplice, non ci sono molte scelte: testa verso l’ingresso …o verso il fondo della cabina.

In alcuni catamarani o altre barche concepite in diverso modo, la testa potrebbe essere disposta verso la parte centrale della barca… ma è abbastanza raro e comunque più facile trovare questa disposizione su barche di dimensioni “più ampie”.

Alcune volte ho visto amici che seppur in due, nella cabina doppia infilavano la propria capoccia in fondo, dalla parte opposta l’ingresso (quindi dove io normalmente metto i piedi), verso il vertice oscuro della linea della scafo, nell’angolo della prua ad esempio (se dormi in una delle cabine poste nella parte frontale della barca). Bah, niente di male, questione di gusti 😉

A POPPA

Come avete visto dalle varie foto, nelle cabine di poppa c’è meno spazio in altezza, occupato dalle linee di forma del pozzetto (lo spazio esterno dove ci si siede durante la navigazione), che modella infatti le pareti interne del soffitto in funzione di quello che c’è fuori.

Questo vuol dire che  la struttura del letto prende tutto lo spazio da destra a sinistra (come a prua, se i letti non sono divisi o a castello appunto). Si sta in piedi tranquillamente per entrare in cabina ma poi si abbassa di molto, lungo i piedi del letto (vedi foto sopra).

Per cui mettere la testa da quella parte vuol dire prendere capocciate notturne se ci si vuole alzare ma soprattutto (ed è questo il motivo per cui io lo evito) si crea quell’effetto sarcofago egiziano che non è molto carino 😛 Soprattutto di notte, al buio… anche se in barca il buio …non è mai definitivo.

Una volta sdraiati con la persona vicina, si spegne la luce e finalmente si dorme.. fino a quando non ci si deve alzare per fare pipì… eeeeeh cari miei, è lì che arriva il bello.

Se per entrare vi siete seduti sul bordo del letto, dopo esservi piegati raccogliendo le ginocchia al mento per poi roteare di 180 gradi per ridistenderle lungo la parte bassa della cabina, quando si dovrà fare il contrario sarà una vera avventura, direi una vera sessione di yoga, soprattutto se non si vuole rovinare i sogni di chi ci dorme in fianco 🤗Addominale docet… 😀

Comode per dormire anche in navigazione. Quando però il mare come dire, è allegro, la barca in quel punto oscilla meno rispetto la prua. Per cui in caso di “megliouscire”… si esce appunto velocemente dalla cabina avendo le scalette subito a portata di mano. E sul mal di mare… lasciamo perdere le false dicerie: leggetevi questo 😉

Avendo però il motore in fianco, se la struttura non è ben insonorizzata può dare qualche fastidio. Ma quando ci si abitua però… è un bellissimo ipnotico modo per addormentarsi… e se è il vento il nostro propulsore, l’acqua che sbatte sullo scafo sostituisce il ritmo dei pistoni 😍.

A PRUA

Le cabine le avete viste nelle foto, sono evidentemente più “ariose”, perché la struttura del soffitto in quel punto è regolare, dritta, per cui non ci sono forme strane all’interno. Solitamente più luminose, perché oltre ad alcuni oblò sulle pareti hanno anche uno o più “tambucci” molto ampi sul soffitto (finestroni apribili verso la coperta della barca – l’esterno).

Una volta aperto questo finestrone, alzandosi in piedi sul letto si può ammirare il panorama direttamente dalla cabina (dipende però dalla stazza della barca …e dalla vostra 😜). Un toccasana per la vista ed il cuore.

Rispetto a quella di poppa, qui il rumore potrebbe essere causato solo dalla catena dell’ancora, solitamente quando si è ormeggiati in una rada e magari con un po’ di risacca, perchè nei movimenti notturni la catena si muove e può sbattere sullo scafo o fare rumore sulla parte di acciaio del salpa ancora.

Questo è uno dei motivi per cui a volte lo skipper dorme a prua, se non in dinette, proprio per avere subito a portata di orecchio e di vista ogni strano rumore o movimento della barca.

Per dormirci anche in navigazione è perfetta, fresca, larga… se il mare è calmo. Quando comincia a far sbatacchiare tutto beh… mette alla prova chiunque 😉 e per uscire bisogna attraversare tutta la barca 😛 Ma che dire… si – può – fare. Fidatevi 😀

Insomma, una volta capite le “dinamiche di forma” …da tutti i punti di vista (vivibilità e necessità personali), dormire in barca diventa bello, un gioco da ragazzi e all’avventura di una nuova esperienza si aggiunge il privilegio di valorizzare e condividere il vero “poco ma di valore”. Per non parlare della poesia di quei piccoli rumorini che donano vita alla matericità di uno scafo. Ci si innamora anche di questo 🤩

Quindi… tutti in barca a vela la prossima vacanza? 😀 Si dai…! Non potete perdere l’occasione di apprezzare la vita …dal punto di vista del mare 🤗

A presto. Ci vediamo anche su Facebook.


PS. Non rinunciate mai ad ogni modo di approfondire ulteriormente facendo tutte le domande che possano togliervi ogni dubbio: bagagliocostiorganizzazione del viaggio, sicurezza e permanenza a bordo 😉

E per ogni esigenza… sapete dove trovarmi. Tanto domandare è gratis 🙂

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4 pensieri su “Dormire in barca a vela? Si – può – fare!

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