La barca e i tuoi “bisogni”.

Mito del rapporto controverso con l’io recondito, relazione con la vergogna primordiale, la riservatezza di un bisogno ancestrale. Insomma, la paura di essere svelati nell’intimità degli attimi innominabili, quelli solo tuoi, da temere visceralmente quando sei in compagnia di chiunque altro condivida il tuo spazio vitale. Un po’ come il terrore di essere svegliati la domenica mattina alle 9 da un Testimone di Geova, dopo aver fatto serata.

Ecco, in barca ognuno si difende come può, dato che gli spazi sono quelli che sono. Esattamente come un pesce palla che per depistare il nemico si gonfia come una zampogna.

Contrariamente al mare dove il pesce sguazza libero, in barca invece certe distanze necessarie “all’io personale” potrebbero anche venire meno, per cui si assiste a scene che hanno del paranormale. Il corpo perde la sua normale fisicità assumendo forme d’arte futurista, mentre la psiche prende totalmente il sopravvento. Le espressioni si fanno paonazze. Gli esseri umani imbarcati si rendono disposti a tutto pur di non dichiarare apertamente la più totalizzante disfatta: devo fare la cacca!

Fino a quando il proprio io non trova pace nella naturale realtà oggettiva, il “pesce palla” a bordo trattiene il fiato per non rischiare di liberare melodie baritonali. Lo riconosci perché ha i sintomi dell’attacco di panico. Improvvisa giochi di ruolo mai sentiti prima e improvvisa in spazi improbabili passi a due di danza rubati ad “Amici”, alternando la sua dinamicità contagiante ad una staticità compromettente: busto immobile, testa infossata tra le spalle, raccolto in uno sguardo scrutante, atterrito dalla possibilità che un aggressivo desiderio possa far desistere, liberando quindi qualsiasi impeto interiore non prevedibile.

Piccola premessa

Partiamo dal presupposto che in una vacanza di più giorni, non varcare la fatidica soglia è davvero da incoscienti. Non dimentichiamoci che una sana alimentazione ricca di fibre, molta acqua (soprattutto se fa particolarmente caldo) aiuta certamente la regolarità. Molto spesso però accade che per praticità, in barca si facciano molti spuntini…secchi quindi, annegati in diverse bocce di vino, fiumi di birra o altro genere di alcol. Se non si genera dunque l’effetto tappo  … l’azione potrebbe divenire quindi abbastanza veloce, a tal punto da non essere nemmeno sorpresi mentre si spruzza il deo ai fiori tropicali (must have) che con un gesto fulmineo, conclude il microevento con la chiusura della porta alle spalle. Sipario… titoli di coda. Passata la paura 😀

Piccoli consigli

Se pensi di non avere questa fortuna, sappi che ci sono dei momenti più “tranquilli”. Ad esempio quando si scende a terra.

Chiarisci il punto di ritrovo con gli altri… e mentre se la chiacchierano, tu ti dirigi verso un bagno pubblico. Non sarà chic come quello dell’Hilton …ma è il pegno da pagare per liberarsi, senza impegno. Altrimenti, se sei davvero audace puoi decidere di fare il contrario. Cioè … il concetto è lasciar scendere tutti, adducendo la peggio scusa ti venga in mente per dire: “vi raggiungo”. Quindi abbandona le tue stanche membra alla migliore delle sensazioni…

Altro momento è in navigazione. Se non c’è molta onda e la barca non è eccessivamente sbandata e soprattutto, se sapete gestire tutto questo anche puntando i piedi sulla parete… sappiate che gli altri saranno in pozzetto, a chiacchierare, a sonnecchiare, mentre ascoltano musica e cantano. Ecco, magari decidiamo di farlo quando il mare è piatto a sto punto… è più semplice 😉. La vita là fuori comunque, compresa la musica, coprirà ogni vergogna.

Evitiamo la presunzione di innocenza se avrete deciso invece di affrontare l’incubo mentre siete ormeggiati in rada. Assicuratevi di avere il serbatoio delle acque nere chiuso (chiedete allo skipper, lui è abituato …tranqui). Oppure alzatevi all’alba, mentre dormono tutti… probabilmente anche quelli che poi si tuffano e nuotano tra le barche.

Se avrete infine ascoltato con attenzione il briefing dello skipper e quindi imparato ad usare anche la tanto temuta pompetta (se lo scarico non è elettrico), avrete fatto Bingo. Parlo di quella famosa pompetta che molti temono, quella che emette i peggio rumori di notte (basta versare un po’ di olio di oliva e finiscono magicamente) ma soprattutto, che si dimentica sempre aperta, lasciando che il peggio di chiunque ci sia stato prima di voi… ritorni ai vostri occhi proprio quando si decide di affrontare le paure.

E tu? Hai problemi a fare la cacca quando altri condividono con te il bagno? Oppure non te ne frega niente e come altri la fai agilmente e via, come è normale sia. Questo ed altro è il bello della vita di bordo, dove tutto ritrova un giusto equilibrio con la natura delle cose e spesso.. anche con la natura delle persone. Solo così si ricomincia a vivere davvero. Cerchiamo di arieggiare però… 😀

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3 pensieri su “La barca e i tuoi “bisogni”.

  1. Praticamente un articolo di m… Scherzo, l’articolo è molto divertente. Condivido le tue parole di chiusura, il giusto equilibrio e la naturalità delle persone. Aspetto, questo, che apprezzo molto nella vita di tutti i giorni. PS comunque io sono agile!

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  2. hahaha 😀 beh.. è proprio un articolo di m… 😛 e comunque, l’argomento innominabile rimane tale anche in altri ambiti, ad esempio quando conosci qualcuno o qualcuna e per la prima volta ci fai un paio di giorni da qualche parte. Trattieni o liberi l’equilibrio naturale dell’essere… agili? 😀 …anche io lo sono.. e in barca… è davvero divertente lasciarsi andare …alla natura. Se la temperatura dell’acqua lo permette 😉

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