Le persone con bagagli leggeri, viaggiano meglio attraverso la vita!

Quel giorno a Bonagia, una frazione di Trapani, ero su una scogliera abbastanza alta per pensare di rinunciare al tuffo. Quando sei in acqua sembra molto più basso ma quando sei là, con la punta dei piedi a sfioro sullo scoglio beh, sticazzi.

Il mare ha sempre avuto un fortissimo ascendente su di me, con il suo fascino, il suo profumo, la sua potenza, il suo vigore ma anche la sua quiete. Il senso di libertà che trasmette è impagabile, così come il grande senso di rispetto che ho nei suoi confronti.

Il mare mi è rimasto dentro, l’ho sempre avuto. Mi appartiene, lo vivo ogni giorno, anche quando sono lontano dalle coste e dalle onde. Perché ogni volta che lo guardo, da ogni punto di vista, vedo me stesso, i miei bisogni, le mie attese, i miei momenti migliori e peggiori. Con la mia voglia di scoprire cosa c’è al di là dell’orizzonte, alla ricerca di una via o un modo per andare oltre, per crescere, imparare, per capire qualcosa in più di me, per sentirmi migliore. Ma soprattutto vedo mia madre.

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Le sue volontà erano tornare lì, da dove è partita ma soprattutto dove è arrivata. Polvere, vento, memoria di luoghi verso cui andare o in cui desiderare di essere o tornare, ovunque volesse la sua mente, la sua curiosità, il suo rispetto per il diverso e per il fascino di scoprire ciò che non si conosce e che proprio per questo, a volte ci aggredisce.

Il mare l’ha accolta silenziosamente, nella sua immensità, in una notte di luna piena, restituendola dopo non poche sofferenze al suo elemento naturale: l’acqua, simbolo di vita e di unione. Il mare unisce; non separa le terre e le culture lontane, mondi da esplorare e scoprire, navigandolo, attraverso anche i suoi sbalzi d’umore, le correnti, i venti e le sue spumeggianti onde.

Nei miei 47 anni ne ho cambiate di prospettive, nel tentativo di cogliere nuovi e migliori punti vista che potessero dare un senso a ciò che ho cercato di fare ma soprattutto oggi, a ciò che sono. Il coraggio, la follia o voglia di liberarsi dagli schemi che altri impongono, facendoci credere di vivere ciò che in realtà non siamo e che altri hanno pensato per noi. In ogni campo, ad ogni livello sociale e in ogni luogo.

Il Dalai Lama un giorno disse:

“lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente”.

E’ questo il mio augurio per il prossimo Natale, per vivere una vita libera da schemi imposti da chi vuole che la si pensi diversamente, a prescindere da ciò che si è e si fa. Per farne una forza e non una debolezza o un senso di colpa.

Ah, a proposito. Quel giorno a Bonagia, sullo scoglio vicino Trapani, avevo 7 anni, ero alto poco meno di un metro. Sì, ero piccolo. Mi mancavano alcuni denti, avevo una vita da vivere negli occhi e mi piaceva disegnare. Sognavo di diventare un marinaio, di liberarmi dalle insicurezze che ogni bimbo ha a quell’età, attirando l’attenzione di tutti facendo l’eroe, ridendo e scherzando anche quando non era il momento …e a scuola, il mio primo grande amore, quello per la piccola Laura. L’inizio di un lungo e tortuoso cammino, come tanti. Si chiama Vita.

Cosa ho fatto su quello scoglio? Beh, mi sono tuffato ovviamente.

Non era molto alto ma le mie prospettive al di sotto del metro e ottanta di adesso erano decisamente diverse. Quel giorno ho affrontato una mia prima paura, la mia prima sfida e a distanza di 40 anni, beh… non sono ancora finite.

Vi auguro dunque di vivere la vita che desiderate, lungo l’orizzonte del proprio destino da fare, cercare, navigando il mare che ci appartiene, con o senza vento a favore ma sempre con la luce del sole negli occhi ma soprattutto, nel cuore.

Buon Natale e Buon vento a tutti 😀

Se ami la vita, saidisale.

2 pensieri su “Le persone con bagagli leggeri, viaggiano meglio attraverso la vita!

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