La barca a vela non è (solo) per velisti!

Parlare di barca ora, mentre fuori comincia a fare freddo, non viene così naturale. In linea di massima questo è il momento in cui si parla di neve e montagna a meno che non si prevedano vacanze nei mari esotici per Capodanno.

Molti però rinunciano alla barca a vela a prescindere perchè: “vorrei fare una vacanza in barca a vela sí ma …ho paura …non ci sono mai stata”; “è bellissimo, ci vorrei tornare ma l’ultima volta è stato davvero un tour de force”; “…non saprei, ho ancora i figli piccoli”.

Capiamo un po’ l’approccio

Potresti avere piacere di fare una corsa a piedi senza bisogno di fare l’Ice Marathon nei ghiacci dell’Antartide? Oppure potresti fare un bella passeggiata in montagna senza necessariamente arrivare al campo base sud dell’Everest o fare un giro in bici senza farsi la tappa delle World Series di Triathlon ad Abu Dhabi? Due pesi, due misure.

La barca a vela non deve essere vista solo come uno sport “estremo” o un mezzo tecnico complicato da gestire e per pochi. Si può fare una vacanza in barca a vela anche solo per godersi il viaggio, il mondo e la natura da punti di vista diversi dal solito.

Si può apprezzare infatti una bella veleggiata lungo costa per poi fermarsi, prendere uno scooter e andare a visitare il negozietto di artigianato, una chiesa o una vecchia cantina. Oppure per fare quattro passi verso quel ristorantino di pesce da gustarsi in tutto relax sul lungo mare.

Quindi, sta barca a vela è davvero per tutti?

Ovviamente sì! Ha i suoi lati belli d’inverno, per chi apprezza la vela nella sua essenza, e dei punti di vista imprescindibili d’estate, quando ci si può godere logicamente molto di più il mare (parliamo del Mare Nostrum). Bisogna solo sapere cosa aspettarsi.

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Regola 1: impariamo a scegliere. Se sai cosa vuoi, sai cosa evitare.

Non è solo una questione di soldi, perchè ci sono proposte di ogni tipo e livello in Italia, nel Mediterraneo e in ogni angolo del mondo. Ma se il tuo problema è non trovarti a fare solo vela con puristi del vento e del mare, cerca il programma giusto che fa per te. La domanda è molto semplice: qual è il programma?

Se hai un amico o amici di amici con una barca, approfittane subito. Ci sono anche molte associazioni sportive che organizzano uscite di prova per ogni livello e con diversi programmi, e pensa, pure a Capodanno. Ad esempio nel Golfo di Napoli o alle Eolie, dove c’è ancora sole e temperature gradevoli. Alternative alla neve di La Thuille o al mare dei meno economici Caraibi.

Prova un giorno, un weekend. Cerca di capire cosa vuol dire salire a bordo di una barca a vela, cosa vuol dire muoversi e convivere in “spazi ristretti”, cos’è il “piede marino”, il rollio e i rumori del mare e delle drizze che sbattono sull’albero. Fai “amicizia” con questa nuova dimensione, sfruttando la complicità degli amici a bordo. Capirai che anche il mal di mare in fin dei conti è una “leggenda”. Basta solo capire di cosa parliamo per imparare a gestire anche questo aspetto.

Se la tua prima volta la vedi un po’ più all’avventura, imbarcati con chi naviga per passione pura, per scelta di vita. Un armatore ad esempio che mette a disposizione la propria barca per tirarci su qualche soldino da investire in manutenzione. Il web ne è pieno di “inviti” di questo tipo, anche tra le pagine di Facebook, dove i gruppi di velisti o amanti del mare sono a centinaia.

Spesso su queste barche sono in coppia o anche da soli ma con un “aiutante”, imbarcato su qualche banchina in giro per i mari del mondo. Personaggi “folcloristici” che usano la barca quasi tutti i giorni dell’anno o in casi non così rari, la usano proprio come abitazione per girarci il mondo. Per cui, oltre a ripassare bene l’inglese (la maggior parte sono anglofoni e francesi), ci sarà la possibilità di imparare molto della vita, vista dal mare.

Se cerchi invece servizio e relax, affidati allora a tour operator o società specializzate ed esclusive, che fanno della comodità e del valore aggiunto un cavallo di battaglia. Solitamente sono barche di un certo livello e stazza, comode, ben tenute e curate. Non sono necessariamente “yacht super lusso” ma belle barche armatoriali, i cui comandanti tengono particolarmente alle regole della navigazione e al servizio differenziante. Ovviamente il servizio si paga, quindi saranno un po’ più costose come alternative. Ma se questo può essere un buon modo per farti salire a bordo, ben venga.

Se cerchi infine il divertimento in formula “villaggio turistico”, esistono marchi più o meno conosciuti che sono specializzati in flottiglie, cioè organizzano un discreto numero di barche che seguono una stessa rotta ed un unico programma, in Mediterraneo o nei mari del mondo. Per lo più offerte specifiche per fasce d’età, dove la giornata è scandita da un programma e una serie di attività. Non sono necessariamente solo per young ma la formula è particolarmente adatta alla tipologia di vacanzieri, non propriamente velisti, a cui piace “darci dentro” con aperitivi, feste e “amori” a prima vista. Se sei dunque tra questi, è la scelta giusta.

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Regola 2: vita di bordo e ruoli.

Da che mondo e mondo il servizio si paga, altrimenti è chiaro, si sale a bordo e ci si dà una mano. Un po’ come se foste ospiti a casa di un amico per le vacanze (parliamo di case e ambienti normali, senza domestici) e non facciate nulla per rendervi utili.

Ne ho parlato in più occasioni ma lo spirito giusto è quello che serve per gustarsi una vacanza del genere. A bordo infatti tutti fanno tutto e nel rispetto di tutti. Altrimenti, se lavare dei piatti, tenere pulito e cucinare deve diventare un peso e quindi motivo di litigio con i membri dell’equipaggio un po’ più partecipativi, mettete mano al portafogli e scegliete di imbarcare il personale di bordo, così passa la paura.

Ci sono infatti realtà nel settore delle vacanze in barca, che vi fanno scegliere preventivamente la cambusa in base ai vostri gusti, ve la fanno quindi trovare a bordo già in ordine, preparano un aperitivo di benvenuto per il vostro arrivo,  puliscono le cabine, fanno da mangiare condividendo un menù preventivamente che poi di volta in volta integrano andando a fare la spesa mentre voi vi godete la vostra vacanza in santa pace. Lavano i piatti, preparano la colazione, gli aperitivi, insomma, vi coccolano garantendo discrezione e riservatezza.

Bello vero? È ovvio che questo servizio ha però un valore che è giusto riconoscere. Non aspettatevi chissà quali cifre. E’ tutto molto abbordabile.

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Ruolo dello skipper. Prima cosa: sicurezza.

Avete deciso di fare una vacanza in barca? Perfetto, sono fiero di voi. Cercate però di capire che non è come in albergo e la barca, non è una macchina che si ferma e si parcheggia dove si vuole. Qui ci sono alcune regole da seguire, dettate soprattutto dalle condizioni meteo e dalla conformazione naturale del luogo che ci ospita: il mare. Un insieme di cose che se gestite al meglio, garantiscono il piacere della nostra meritata vacanza. Ma soprattutto, c’è una figura a bordo che và assecondata e rispettata: lo skipper.

Questo personaggio non è un “autista”, tantomeno il maggiordomo. Lo skipper prima di tutto ha il dovere di mettere in sicurezza barca ed equipaggio, per cui se dovete fare i capricci perchè non state andando nella rada prevista o nel porto dove avevate previsto di incontrarvi con amici, abbiate il buon senso di capire prima il perchè. Saprà darvi motivazioni e alternative valide.

Questo personaggio, a prescindere dal grado di “parentela” che ha con l’equipaggio, dovete capire che è in servizio H24 praticamente, quindi cerchiamo di agevolargli il lavoro.

Lo ripeterò allo sfinimento: lo skipper è a disposizione, non al servizio.

Durante gli ormeggi mi è capitato di sentire: “comandante cosa ci fai da mangiare?”. Per questo ripeto, c’è il personale di bordo, a meno che non sia previsto che lo skipper faccia anche da mangiare. In questo caso, aspettiamo che finisca almeno le manovre prima di parlare d’altro? Non serve esperienza di vela. Qui parliamo di buon senso, rispetto ed educazione, no?

Sarà sua discrezione decidere di scegliere il pesce al mercato del porto che poi vi cucinerà o se proporvi di prenotare un ristorantino super figo (che conosce solo lui ovviamente) sulla terrazza davanti il golfo di Sorrento, dell’entroterra ligure o nella laguna veneta vista San Marco. Diciamo che sono punti in più che aumentano il valore di un comandante che, oltre ad occuparsi di manovre, rotte e meteo, saprà valorizzare al meglio la scoperta dei luoghi e il piacere del vostro viaggio.

Parlando sempre di capricci mi è capitato anche: “senti ormeggiamo qui, no no, andiamo là, anzi no, scendiamo a terra. Ah no scusa, ho cambiato idea, mangiamo a bordo perché arrivano amici a trovarci”.

Gli amici che poi rimangono a fare casino fino alle 4 del mattino, dove…? Proprio sopra la cuccetta dello skipper o della hostess che però devono dormire, perchè è prevista sveglia alle 5 per andare là, dove è previsto nel programma. Vita difficile 😀

Che sia dunque armatore, istruttore o amico, ricordate che ha la responsabilità civile e penale di ciò che fa. Per cui, se volete capire anche come valutare chi sarà il vostro skipper, vi invito a leggere l’articolo in cui ne parlo. Dopo di che spero capiate, riconoscendo economicamente o meno il suo ruolo, che serve rispetto e tanto, tanto buon senso. Come dovrebbe essere per ogni cosa che si fa aggiungerei, ogni giorno, nella vita quotidiana.

Detto questo non fatevi spaventare dalla temperatura, cercate la giusta destinazione, il servizio che desiderate e godetevi questa incredibile esperienza. Vi garantisco che se saprete scegliere e valutare bene (e con un pizzico anche di fortuna, già), cambierete punto di vista e avrete un sacco di storie da raccontare.

Se ami la vita, saidisale.

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