Vacanze, barca a vela e skipper: facciamo due conti.

Chi non hai mai avuto un’esperienza su una barca a vela normalmente pensa che sia costosa e decisamente roba da fighetti ma vi assicuro, non è per niente così. Altra strana norma è pensare che l’armatore di una barca a vela sia un ricco possidente. Sì, può essere ma non è sempre così.

Normalmente in questo blog raccontiamo diverse storie o parliamo di argomenti rivolti principalmente a chi vuole avvicinarsi al mare e alla barca a vela, senza troppi tecnicismi o faziosità. E’ un po’ lunga la questione che trattiamo ora ma almeno proviamo a chiarire alcuni aspetti per entrare poi nel vivo del portafogli, facendo due conti.

Barche: non sempre il valore è la vera passione.

Le barche armatoriali

La dimensione media di una barca che noi prendiamo in esame è entro i 15/16 metri, cioè la stragrande maggioranza. Tra queste troviamo barche che hanno fatto storia (sui 30/40 anni), barche relativamente giovani (entro i 15 anni) o barche giovani giovani appena uscite dal cantiere che se la devono ancora fare.

Va da se ci siano dunque barche “costose” ed altre un po’ meno, per evidenti motivi. Barche però che possono rinascere dopo mesi o anni di cantiere ed altre che ne escono con i divanetti in pelle freschi e profumati avvolti nel cellophane. Due pesi, due misure insomma.

Noi prendiamo in esame l’esempio del purista, dell’appassionato, quello che se ha la barca è perché la ama, non perché è ricco ma perché è parte della famiglia e a lei dedica le sue attenzioni, per lei “investe” soldi e tempo, tanto tempo, per vederla sempre in forma ed elegante.

Questo non vuol dire che chi ha i soldi non abbia la passione. Per dire semplicemente che chi ha una barca a vela, di solito ama ciò che compra, perché è un desiderio vero, intimo, non solo uno status (quasi mai diciamo), come potrebbe esserlo invece più facilmente per il proprietario di un motoscafo (spesso però un luogo comune), che alle vele sceglie il motore, semplicemente perché ci sono meno sbattimenti, tutto qui. Molti di questi però (per natura della scelta il più delle volte) hanno come i velisti il desiderio di personalizzarsela al meglio, vuoi perché ci passano le loro vacanze o i loro weekend, vuoi perché sono appassionati pescatori, per cui ogni gavone nasconde canne ed esche di ogni tipo. Parliamo dunque di appassionati, non di fighetti e per ognuno di essi il valore è assolutamente personale quindi.

Le barche da charter

Dal mondo armatoriale (ma non del tutto escluso) si passa alla categoria charter, quella cioè del noleggio, categoria che io definisco dei “camperoni”. Barche strutturate per essere noleggiate, quindi molto semplici, essenziali, prive di quegli orpelli che l’armatore privato invece per passione personalizza a proprio gusto.

Entro i 15 metri se ne trovano ovviamente di diverso tipo. Le società di charter le acquistano per questo scopo oppure molte volte le hanno in gestione dai privati per lo stesso motivo.

In entrambi i casi comunque il valore cambia in funzione dell’anno di costruzione, del grado di finitura, dello stato della barca in generale, del posto in cui è ormeggiata o diversi altri fattori che ovviamente ognuno valuta a proprio modo. Non c’è una vera regola, un po’ come gli affitti di casa.

skipper

E chi conduce la barca?

L’armatore è il proprietario di una barca, per cui può decidere di invitare chi vuole. Alcune volte gratis, altre volte può chiedere una quota di partecipazione al fondo manutenzione della barca. Piacere dunque per voi di godere del privilegio di una bella e sana uscita in barca, piacere per lui poterla condividere, contando anche su un piccolo contributo.

Le società di charter invece, possono offrire la barca con o senza skipper. Quest’ultimo caso è definito bareboat. Per noleggiarle dunque senza skipper, ovviamente ci vuole una patente nautica adeguata alla navigazione che si intende effettuare e alle caratteristiche della barca: un rapporto dimensione/potenza del motore, che rispetti insomma le leggi vigenti.

Diversamente bisogna aggiungere il costo di uno skipper e qui il tema è formalmente controverso in Italia, perché la “gestione” di questa figura è ahimè borderline. Vediamo di fare un po’ di chiarezza a beneficio della bontà delle intenzioni e non delle stupide polemiche.

La professione di skipper formalmente non è consentita se non con qualifiche professionali che normalmente prevedono un libretto di navigazione e anni di servizio su navi commerciali, mercantili o militari.

Chi ha questa qualifica però, certo non perde tempo (se non solo per passione) ad effettuare servizio su barche da charter entro i 15 metri che navigano magari in flottiglia durante una settimana estiva. Li vedremo piuttosto al comando di mega yacht o imbarcazioni con una stazza decisamente di altra natura e con remunerazioni diciamo adeguate al livello. Vi assicuro parecchi soldi.

Per cui lo skipper che troverete a bordo di una barca per un weekend o una vacanza estiva ha sì l’esperienza necessaria a condurre l’imbarcazione (verificatela) ma non la possibilità di “fatturare” la sua prestazione, il che ovviamente non preclude in nessun modo ovviamente, la sua capacità a svolgerla in tutta sicurezza.

Quindi cosa voglio dire?

Per non ammazzare il settore e visto che logiche politiche oltre a sterili polemiche aperte ormai da anni di certo non favoriscono la chiarezza sull’argomento, durante il noleggio potrebbero proporvi di associarvi ad un club/associazione velica e che nel suo statuto prevede attività ricreative. Di solito questo comprende anche una assicurazione personale oltre a beneficiare di skipper istruttori che accompagnano i soci durante la vacanza.

Al contempo tour operator dal punto di vista fiscale su questo aspetto sono regolari ma poi la responsabilità oggettiva del comando, ricade purtroppo tutta sullo skipper che si prende l’onere (oltre che fondamentalmente il piacere) di portare in giro la gente per mare (ergo, i clienti). Gli aspetti sarebbero da approfondire meglio ma il succo del discorso è questo.

Non sempre gli skipper sono “pagati” però. La società che organizza la vacanza spesso si accorda con loro rimborsandogli le sole spese, seppur a tutti gli effetti lavorino mentre vivono con la vostra, anche la loro vacanza. Tutta passione dunque, pura passione. Ricordatelo.

Lo skipper ha una grande responsabilità in quel momento, per cui oltre a rispettare il suo impegno e il suo ruolo (visto che non sempre viene pagato), rispettiamo anche eventualmente un “rimborso spese” che gli potrebbe invece venire concesso, nel caso in cui i soci/clienti lo dovessero espressamente richiedere.

Questo cosa favorisce?

Permette ai più, quindi non solo all’élite, di avere questa splendida esperienza e che differentemente quindi, non potrebbe essere vissuta spendendo …“poco”.

Ricordatevelo quando farete i capricci, ammazzandolo di insulti perché non vi ha portato in quella rada che tanto desideravate. La meteo è un’altra di quelle cose che non dipende da lui e lui, non è al vostro servizio ma a disposizione.

Pensateci, è una figura che lavora 24 ore su 24 a bordo con voi e ha in gestione barca ed equipaggio. Ci sta dunque possa essere “rimborsato” del suo impegno e avvantaggiato da un’altra regola non scritta: lo skipper è sempre tutto spesato. Non dimenticate dunque nemmeno questo una volta scesi a terra, quando bevete o mangiate qualcosa. Lui è vs ospite in questo caso. Una forma elegante di rispetto e gratitudine concessagli.

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Facciamo ora due conti

Armatori

Ognuno è libero di invitare gratuitamente chi vuole, condividere un obiettivo o chiedere un rimborso. Alcuni in cambio di un aiuto per un trasferimento ad esempio, chiedono solo un contributo per il vitto, altri anche per l’alloggio. Nulla di male. Una mano lava l’altra. Per cui nel caso chieda un rimborso potrebbe essere 50/100 eu a testa per un weekend, 300 eu per una settimana o anche di più. E’ molto soggettiva la questione. Ci sono diversi siti in cui gli armatori offrono imbarco. Normalmente espongono eventuali contributi spesa.

Charter

Prendiamo in esame una barca di circa 11/13 metri. Mediamente per un weekend fuori stagione si va da 600/800 eu a 1000/1200 circa per la barca, fino quasi a raddoppiare nel periodo di alta stagione (luglio e agosto). La cifra più o meno raddoppia ancora per la settimana e ancora una volta per le 2 settimane. Le barche in esame hanno 3/4 cabine, il che vuol dire 6/8 persone con le quali dividere la cifra. Oltre ad eventuali altri 1 o 2 persone che possono dormire sui divanetti della dinette che normalmente possono diventare anche letto. Valori giusto per capire il range, da verificare ovviamente in fase di noleggio.

Skipper

Normalmente il rimborso per uno skipper del genere sopra descritto va da 120 a 180 eu al giorno, oltre ad essere ospite a pranzo e cena a bordo e possibilmente anche a terra. A discrezione poi delle persone, dello skipper stesso e del buon senso che le persone intelligenti hanno sempre. Giusto? 😉 Contemplatelo nei posti disponibili però. Su barche da 10/12 metri è difficile ci sia la cabina del marinaio a prua.

Varie ed eventuali

Aggiungiamo costi di carburante, cambusa e porti. Con una cassa comune la si gestisce al momento, contando ovviamente sempre sul buon senso. Mediamente potrebbe essere circa 40/80 eu al giorno, dipende anche da quanto alcol viaggia a bordo. E di solito è molto. Quindi potrebbe essere di più.

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Spero di aver dissipato alcuni pregiudizi. Un argomento sempre troppo poco chiaro, soprattutto e giustamente alle persone che sono alla loro prima esperienza a bordo. Sarebbe davvero un peccato non viverla per stupidi pregiudizi. Quindi vi aspetto sulla prua di una barca a vela con uno spirtz in mano e dunque… buon vento.

Sailoraldo

2 pensieri su “Vacanze, barca a vela e skipper: facciamo due conti.

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