Paura di prendere decisioni? La vela è una terapia.

Per fare ogni cosa prendi una decisione, piccola o grande che sia, ed ognuna di esse parte da un perché, si gongola sul come, per arenarsi troppo spesso davanti al quando.

Eppure si decide in continuazione. Si decide per cosa indossare al mattino, cosa cucinare la sera, quale ristorante scegliere per un’anniversario, cosa regalare ad un compleanno o come dire un “NO!”.

Se ne prendono a centinaia, a volte inconsapevolmente, anche solo per evitare una pozzanghera mentre si parla al telefono. Un lavoro che il cervello fa in continuazione e che affatica la volontà, quella necessaria per prendere quelle decisioni che poi varrebbe davvero la pena prendere.

C’è chi di decisioni ne prende per bisogno, chi per professione, chi per desiderio o per passione. Le decisioni portano quindi ad un cambiamento, una presa di posizione che alza o abbassa il nostro senso di responsabilità verso noi stessi o qualcuno.

Si cambia casa, lavoro, stile di vita, un rapporto d’amore o di amicizia. Si cambia strada, macchina, il taglio di capelli. Ogni decisione ha dunque un valore, sia che arrivi dall’interno o da un condizionamento esterno.

E’ un allenamento continuo che spesso però non ci permette di essere sufficientemente lucidi e reattivi quando la decisione ,ha in se la grande responsabilità di un bisogno o il puro desiderio di cambiamento.

Io vi dico che se non siete mai usciti in mare con una barca a vela, non potrete mai capire che valore “terapeutico” abbia questa attività per imparare a prendere decisioni.

Secondo la Società Italiana di Psicologia, mare e vento combattono lo stress, la depressione e le ansie legate alla vita di tutti i giorni. La “velaterapia” ad esempio, è una vera e propria attività di sostegno, una cura che viene svolta in progetti per il reinserimento sociale ed il recupero di giovani con problemi di relazione e socializzazione.

Essere in barca infatti, in un equipaggio dove ognuno ha un compito ed una responsabilità, vuol dire avere una serie di operazioni da compiere e di dinamiche psicologiche che si susseguono costantemente. Ci sono decisioni da prendere a volte anche molto velocemente, sono necessarie abilità di problem solving, si devono gestire emozioni, paure, dubbi, conoscere e gestire gli eventi naturali e sfruttarli a proprio vantaggio. Tutto questo rappresenta una sorta di lavoro terapeutico che valorizza la personalità e favorisce la crescita personale.

La vela, tramite la conduzione e l’esperienza del comando, permette di stimolare l’attenzione, aumentare l’autostima, l’autonomia e sottopone a continue stimolazioni che facilitano la creazione di un contesto nel quale i problemi e le incombenze legate alla routine quotidiana vengono notevolmente ridimensionati, fino ad essere completamente dimenticati.

barca_vela
Ecco perché quando si esce in barca e ci si allontana dalla banchina, tutti i pesi rimangono a terra, come per magia. Una volta aperte le vele, ci si lascia avvolgere dalla leggerezza dei ritmi della natura, dal bisogno di sentirsi parte di tutto questo e dalla voglia di farne parte, per poterlo comprendere, capire e gestire. Per raggiungere la destinazione, sfruttando la sapiente gestione delle vele, del vento e del mare. Qui i conflitti si sgretolano e decantano, a favore della necessità di un chiarimento ed una soluzione immediata. Tutto passa, generando una decisione comune, consapevole e proattiva. 

Non ci sono privilegi, tutti contribuiscono ad un bisogno a favore di tutti. In mare si rispetta la più antica tradizione della marineria che non è mai stata scritta da nessuna parte ma che si tramanda da secoli, fondata sul rispetto della natura, dei compagni e di se stessi. Le diverse abilità possono diventare così una ricchezza e non un impedimento.

Ognuno se giustamente valorizzato può dare un contributo al buon svolgimento della vita di bordo e della navigazione, soprattutto se ben gestito da un valido comando. Tutte esperienze che diventano inevitabilmente un bagaglio esistenziale fondamentale, di grande importanza e supporto se portato a terra, nella vita di tutti i giorni. Quella vita che spesso soffoca e pesa su quelle decisioni che si vorrebbero prendere ma che poi non si prendono mai, schiacciati il più delle volte da quelle responsabilità inutili che ci si prende senza nemmeno sapere perché.

A bordo svanisce il vittimismo che spesso accompagna le nostre giustificazioni, quelle che diamo per non dire di aver paura, paura di sbagliare o peggio ancora di far bene, per vincere il passato fuorviante che ci impedisce di cambiare. Paure che non esistono a bordo, non esistono perché sono accettate come linfa vitale, per sopravvivere e non vissute come limite umano.

Anziché rimuginare dunque sui problemi, giorno e notte, nella ricerca drogata di una soluzione, a bordo si impara a prendere una decisione subito, spesso da soli e non come invece accade ogni altro giorno, quando ci affossiamo da soli, mentre si cerca inutilmente l’aiuto di amici e parenti che possano scegliere al nostro posto, aspettando che siano eventi esterni a scegliere per noi, magari solo quando obbligati a farlo forzatamente.

Diamoci questa possibilità. Chi non ha mai compreso davvero che grande valore abbia il mare e la vela, dovrebbe provare a vivere questa esperienza almeno una volta, imparando a lasciarsi andare al proprio bisogno, senza inutili timori o condizionamenti leggendari legate alla vela, per piacere, serenamente. Se vissuta così, ve lo garantisco, è un’esperienza che può cambiarvi la vita.

Buon vento,

Sailoraldo

2 pensieri su “Paura di prendere decisioni? La vela è una terapia.

  1. Congratulazioni, un bellissimo articolo. Ho la fortuna di conoscere il mare e la barca a vela. Da quando ho imparato a navigare le cose pesanti e gravose della vita mi sembrano ridimensionate. Tutto a bordo si abbandona, legacci pesi, indecisioni, stanchezza mentale. I’ll vento, il mare, sono il nostro regalo più bello.

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