Xilella. Il vero batterio è l’ignoranza #difendiamogliulivi

Negli ultimi 3 anni la zona del Salento ha subito l’essiccamento di centinaia di ulivi e la motivazione è stata attribuita alla presenza della Xilella, un batterio che ha distrutto parecchi vigneti della California e agrumeti del Brasile.

Il primo caso al mondo in cui anche gli ulivi, si presuppone, vengano letteralmente distrutti da questo vero e proprio cancro è avvenuto appunto in Puglia, suscitando la preoccupazione dell’Unione Europea, tanto spaventata dalla possibilità del suo diffondersi.

Ad Aprile di quest’anno è scoppiato dunque il caso Salento, colpito dalle misure drastiche imposte all’Italia dall’Unione Europea, avviando il folle programma di eradicazione di centinaia di migliaia di ulivi secolari.

Si sono mobilitati in tanti e tra questi ovviamente il cantante Al Bano (produttore di olio), Caparezza e molti altri, non per ultimi Le Iene, che in un loro servizio di qualche mese fa hanno chiesto di diffonderlo per cercare in ogni modo di capire se esiste qualcuno che possa avere maggiori informazioni in merito, visto che lo Stato non ci pensa.

Alcuni agronomi della zona infatti, hanno evidenziato la possibilità di un’altra motivazione, attribuibile ad un fungo che sortisce gli stessi effetti. Ufficialmente le analisi fatte sono insufficienti per motivare una devastazione di questa portata. Il video delle Iene riporta giusto appunto che su 13.250 piante analizzate, solo 243 di esse erano colpite dal temuto batterio. Effettivamente un po’ poco per gridare all’epidemia.

La stranezza è che lo Stato in tutto questo, anziché salvaguardare le proprie eccellenze, non essendo effettivamente certificabile il problema in tutti gli altri centinaia di ettari di piante presenti nella zona dell’epicentro, ha stanziato milioni di euro per obbedire incoscientemente alle imposizioni europee (come al solito mi verrebbe da dire) procedendo alla immediata distruzione, anziché continuare ad investire in ricerca.

Persino l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha confermato l’insufficienza di dati per attribuire tutto questo allarme alla presenza del batterio.

Questo oltre a cancellare in poco tempo secoli di storia (alcune piante pensate, sono Patrimonio dell’Unesco), distruggerà centinaia di aziende agricole, il lavoro di generazioni di famiglie proprietarie con i relativi dipendenti ed ovviamente colpirà irrimediabilmente la produzione dei prodotti tipici pugliesi, la cui qualità è riconosciuta in tutto il mondo.

Protesta-Salento-xilella

Ancora ieri mattina nella zona di Lecce e Brindisi, riporta il Fatto Quotidiano, gli anziani agricoltori hanno continuato con la loro “disobbedienza civile”, opponendosi violentemente alla distruzione. Minacce di multe e ritorsioni legali nei confronti di chi si opporrà, sono lo spauracchio di questa azione di sopruso nei confronti di chi tenta invano di resistergli, dichiarando per contro, di continuare a ripiantare altre piante al posto di quelle estirpate dagli escavatori, recuperando gli ulivi in quelle zone al di fuori dell’embargo salentino.

L’opinione pubblica presente in rete è dunque chiamata sempre in causa, in aiuto di chi rappresenta l’eccellenza italiana, schiacciata dall’ignoranza, i soliti interessi e dalle cosiddette Agromafie.

Parola d’ordine dunque: giù le mani dai nostri ulivi. Per non dimenticare ciò che sta accadendo.

Saidisale è un blog che parla di mare, di vita, lontano solitamente dalle cronache. Non è titolato a farlo. In questo caso però si è sentito tirato in causa, essendo vicino a chi vive credendo nell’eccellenza della nostra agricoltura e soprattutto per la salvaguardia della natura, in un mondo nel quale ci dimentichiamo troppo spesso, noi siamo solo degli ospiti.

#difendiamogliulivi


Il video delle Iene a questo link:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-salviamo-gli-ulivi-del-salento_526752.html

Il link alla pagina di Facebook del comitato di protesta:

https://www.facebook.com/ULIVI-del-Salento-NO-allERADICAZIONE-680179655438706/

No-eradicazione

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