Vivere bene. Si impara da piccoli?

Socrate diceva: “l’importante non è vivere ma vivere bene”. Cosa vuol dire però vivere bene?

Forse non fare una mazza dalla mattina alla sera? Avere tanti soldi, una bella casa, una bella macchina e una cucina grande quanto quella di Master chef? Oppure viaggiare sempre, dormire fino alle 11 del mattino, andare in palestra quando si ha voglia, leggere un libro al giorno, studiare, mangiare ogni cosa ci piaccia, fare il lavoro dei propri sogni, avere una famiglia ed occuparsi solo dei propri familiari?

Provo a dare una risposta, poi ditemi se siete d’accordo.

Secondo me la risposta non è in nessuno di questi desideri. La risposta è un passo indietro, nella vera motivazione che ci spinge a sapere cosa realmente ci fa stare bene, non nell’obiettivo, spesso condizionato da quello di altri e ancor di più, dai luoghi comuni. 

Per me vivere bene significa avere serenamente la consapevolezza di ciò che si è, di quanto si è in grado di fare ma soprattutto di quello che non si è.

CHI VIVE BENE SECONDO ME?

  • chi non cerca la continua conferma altrui per essere convinto di essere qualcuno.
  • chi non ha bisogno di far vedere ciò che ha ma dimostra ciò che è.
  • chi ama la libertà come massima espressione propria e non come condizionamento di quella altrui.
  • chi pensa che in natura non c’è la perfezione se non solo nella testa di chi crede davvero esista e soprattutto che serva a qualcosa.
  • chi vive la libertà di fare errori senza sentirsi inutilmente giudicato. Un bene prezioso che và salvaguardato, perché è l’unico modo che si ha per imparare davvero. Le teorie non bastano.
  • chi sa accettare il cambiamento come momento di rinnovamento e non come un peso insopportabile.
  • chi cerca sempre il miglioramento per allargare i propri orizzonti anziché nascondersi dietro le proprie convinzioni.
  • chi non si accontenta come gesto di arresa ma come atto di umiltà.
  • chi riconosce nelle regole gli argini per capire e non solo per agire passivamente.
  • chi pensa che i soldi non siano il fine ultimo ma un mezzo per avere la possibilità di vivere il proprio tempo liberamente, con i propri limiti e capacità.

Vivere bene vuol dire avere il sorriso sul volto, nello sguardo e nel cuore, in ogni gesto e nelle azioni che offrono qualcosa di noi, in ogni circostanza o condizione.

Per vivere bene bisogna imparare da piccoli, quando gli esempi sono l’unica strada per creare un carattere adatto a generare ciò che da adulti saremo in grado di essere ed esprimere.

Anche da adulti è possibile imparare a vivere bene a mio avviso, se si è in grado però di sciogliere i nodi secchi (assuccati in gergo marinaresco) di una cultura acquisita, lasciando aperta la porta del proprio cuore, riconoscendo appieno i propri limiti e le insane convinzioni.

Considerando che da piccoli gli esempi sono sempre più difficili da trovare però: tra i banchi, fuori dalle scuole, sui media che propinano ogni genere di cosa, è bene poter contare sui propri genitori ovviamente, quelli che sanno scegliere realmente per i propri figli (in teoria). Poi ci sono altre figure esterne alla famiglia, che educano e stimolano alla crescita.

Ci sono secondo me molte esperienze che da piccoli si possono fare per formare il carattere, creando dunque questi presupposti responsabilizzandoli, coinvolgendoli nelle decisioni, permettendo loro di sbagliare, di imparare dagli altri senza sentirsi in competizione, se non solo durante una gara e quindi con un sano spirito agonistico che non fa mai male.

Tra queste c’è la vela, soprattutto a 6/7 anni, quando il gioco è un buon veicolo per arrivare a conoscere e capire cose nuove, in un ambiente sano e pulito, vicino ai significati più genuini della vita e della natura. In un mondo assolutamente abbordabile, quanto meno fino a quelle categorie dopo le quali le squadre e gli sponsor faranno certamente la differenza. Purtroppo la “crisi” ha inquinato anche la parte buona dello sport ma non a tal punto da farne estinguere il suo senso assoluto.

Con la vela comunque vada, si aprirà un mondo al quale rimarranno senza dubbio legati, ricordando quei principi che permetterà loro di riflettere prima di agire, con maggior consapevolezza e sicurezza in se stessi, capendo quanto possa valere il loro contributo in un gioco di squadra.

Per molti poi si trasformerà in una passione dalla quale difficilmente si allontaneranno, per altri sarà comunque una scuola di vita che influenzerà la loro crescita e probabilmente anche le loro scelte di vita.

vela-veneta-scuola-vela-camp-città-di-chioggia

Qui sotto trovi un elenco delle oltre mille scuole vela in Italia, prime tra tutte ovviamente è quella storica di Caprera, che negli anni ha mantenuto il suo carisma, oltre comunque a tutte le altre scuole legate alla FIV e/o alla Lega Navale.

http://www.nautica.it/info/vela/fiv.htm

http://centrovelicocaprera.it/la-scuola/#dalla-nascita-ad-oggi

La vita ha sempre qualcosa da insegnare e se conosci il tuo mare, saidisale.

A presto

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