Il valore di un legame e dell’amicizia

Noi siamo il risultato di un insieme di attimi vissuti alla ricerca di quell’essenza che ha in se la vita, quella di tutti i giorni. Attimi fatti di incontri casuali o anche prevedibili. Scontri evitabili o necessari. Sogni e bisogni fattibili o irrealizzabili. Una lenta ricerca dunque di quel centro nel quale potersi sentire finalmente rassicurati e protetti. Sequenze di circostanze o condizioni dalle quali è impossibile liberarsi se non vivendole fino in fondo.
Tutto allora prende forma. In un volto, un atteggiamento, nello sguardo di chi come noi è preso dalla stessa ricerca.
Persone e relazioni che qui si creano, in un gioco di priorità che danno a tutto un senso, lì, in quel momento, un venerdi di settembre ad esempio.
Mauri, eli, alis, andre, paola e david ci sono, pronti a festeggiare il compleanno di Eli e Alis, che detta così sembra l’incipit di una filastrocca. Non tutti hanno lo stesso grado di relazione e nessuno ha mai avuto un’esprienza in barca a vela tranne Mauri, con il quale per fortuna invece riesco a condividere buona parte delle mie uscite. Ma ora non è il suo turno.
Alis è un’amica storica, quella che io definisco la mia fidanzata putativa. Nel senso che tanti pensano la nostra sia una relazione amorosa ma in realtà non è così. Il nostro amore è diverso, forse più vero di quelli che si ufficializzano coppie. C’è rispetto, sincerità ma soprattutto tanta spontaneità, fin troppa a volte. E’ un amico con due bocce così però, che c’è quando serve e ci sono io quando ha bisogno lei.
A volte persa nelle sue liste di cose da fare come Sara Jessica Parker in I don’t know how she does it, lei è delicatamente proattiva, sempre entusiasta e piena di energia. E’ ricca, non dal punto di vista a cui verrebbe spontaneo pensare (e comunque sarebbero fatti suoi) ma di “momenti”, fatti di corsi, corse, mostre, passioni varie, ristorantini, viaggi ma anche ritiri spirituali nelle sue adorate colline emiliane dove c’è la Raffa, sua mamma, che meriterebbe un racconto dedicato, tante sono le sue esperienze vissute.
I post di Alis sono profondi ma anche no-sense ed i tag compulsivi sul mio profilo Facebook confondono le idee di chi mi crede single.
Alis_Eli
La sua compagna di viaggio è Eli, per me Marilyn. La somiglianza con il mito biondo degli anni ’50 le offre il beneficio di essere pienamente ciò che è. Non la conosco quanto Alis ma le poche ore vissute con lei mi hanno permesso di capire che è sensibilmente vulcanica in quella risata contagiosa da cui difficilmente ci si può difendere. Ama cucinare e prendersi cura degli amici con le piccole attenzioni che ha per tutti, a prescindere. Si perde in un abbraccio ma non credo sia facile tenerle testa se dovesse difendere le sue convinzioni o confusioni. Degne amiche.
David è il cugino di Alis. Profilo greco, spalle quadre, sguardo profondo e barba incolta. Profondamente attento alle sfumature della vita che raccoglie dentro se o attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Ribelle agli schemi, quanto meno agli stili di vita, che dimostra vivendo a suo modo e possedendo una moto davvero unica nel suo genere, un prototipo certo non tra le più comode, sicuramente tra le più affascinanti che io abbia mai visto.
Non è imparentata in alcun modo con qualcuno ma Paola è la terza donna a bordo. Franscese, con un accento molto delicato che racconta di se e del suo corpo dolcemente femminile. Quando toglie gli occhiali da vista e cambia pettinatura sembra un’altra ragazza. Questo però non vuol dire non rimanga se stessa, anzi. Dall’alto dei suoi poco più di 30 anni esprime pienamente la sua verve, che comunque non offre subito al primo incontro. Non almeno nelle prime due ore.
Poi c’è Andre, collega di Alis. Autistico a tutti gli effetti. Di qualsiasi cosa tu parli, lui ha una risposta. Non è un saccente. Le cose le sa, con tanto di citazione ma finisce lì, punto. E lo fa con una semplicità disarmante, senza nessuna saccenza. Vive nel suo mondo, incantato dalla memoria cinematografica, musicale e dai nomi dei giocatori NBA, oltre che dai games di ogni sorta e che prova prima di altri pur non essendo esplicitamente nerd (diciamo che lo fa più o meno per lavoro). Unico problema: è milanista.
Questo però non lo distoglie da una cultura finanziaria imprevedibile e imbarazzante per un ragazzo di oltre venti anni meno di me. Per non parlare dei viaggi e delle avventure fuori di testa che ha vissuto da solo o con il padre.
Quel cazzo di cappellino di Magic Air non lo toglie mai ma devo dire che il cappello dovrei toglierlo io, ogni volta che apre bocca, non certo quando è al timone però mentre io sono il suo skipper. Almeno in questo ho potuto dire la mia, per ora. Ha fatto strane domande riguardo ai corsi vela però. Non vorrei trovarmelo come esaminatore Yacht Master a novembre, quando vorrei affrontare questo upgrade professionale.
Ed infine, Mauri. Il mio nuovo compagno di merende di cui ho parlato in apertura. Abbiamo praticamente la stessa età e avuto più o meno lo stesso excursus di vita. Alle Seychelles è stato in barca con me e devo dire per fortuna, perché assieme all’amico che mi ero portato da casa, con lui si è creata davvero una gran bella amicizia.
Un giramondo instancabile e rispettosamente ricco dentro. Se ne esce con le sue esilaranti battute che scaldano anima e cuore. Spesso cazzate, altrimenti non saremmo diventati amici. Nella stupidità sono comunque divertenti e sottili supposizioni. E anche in questo ci siamo trovati.
Rispettoso, educato, disponibile, sempre allegro e positivo. Compagnone e degna spalla in molte situazioni. Non dice mai no ma non si fa alcun problema a rimanere sui suoi passi se non ha voglia di fare qualcosa.
Un gruppo variegato ma omogeneo, che ha accolto con estrema fermezza la mia voglia di salpare alle 3 di notte, per offrire loro la prima esperienza.
Alis_vela
Il buio pesto della prima notte ci ha ospitati finalmente nella rada antistante il porto di Punta Ala, dove per quasi tutti sarebbe stato il primo ormeggio all’ancora.
Le prime luci dell’alba hanno dato vita alla macchina da guerra che da quel momento in poi sarebbe rimasta belligerante nel corso del weekend ma sempre entro i limiti del gestibile e soprattutto, liberi tutti nel rispetto di tutti. Anche se poi veniva spontaneo esserci, tutti.
Le previsioni non erano delle migliori ma nessuno ha mai lamentato qualcosa a proposito, seppur fosse la prima volta, ripeto. La cambusa fatta da una vegana, vegetariana sì insomma, tanti semi di ogni genere, crackers integrali e yogurt naturali a volontà non avrebbero creato alcun problema. Il mare comunque è stato clemente e per fortuna anche loro, dispensando qualche bicchiere di sano alcool poco prima di pranzo.
Aperte le vele, sette nasi all’insù ad ammirare il bello di un momento impagabile, uno dei tanti in barca a vela che rimarranno negli occhi e nel cuore di ognuno di loro. Un silenzio a misura d’uomo accompagnato da un sottofondo musicale di una cassa wireless sempre accesa, dove il vero valore è dato dal giusto rapporto tra equipaggio e natura circostante, dove ognuno (naturalmente) si è creato un ruolo, importantissimo a bordo. Niente altro a contrastare ciò che si desidera vivere in un momento come quello. Niente altro che relazione e tanti “abbraccioni” che si sprecavano a bordo in maniera naturalmente compulsiva.
Tante storie da raccontare durante la navigazione, mentre la pioggia picchiettava sulla tuga ed io al timone, a prenderla tutta per non farla prendere a loro. Risate e momenti di assoluta coesione, quasi surreale, come fossimo assieme da sempre e che hanno accompagnato i nostri piccoli trasferimenti. La leggerezza che c’è stata in questa occasione è l’unica chiave per non rovinarsi un’esperienza del genere e che difficilmente si riuscirà mai a vivere via terra. A bordo se sei in grado di vivere questo, non serve fare o pensare altro.
Alis_gruppo
Emozionati quindi se con queste persone stai ridendo. Rilassati in un loro abbraccio inaspettato senza sorprenderti di questo tuo bisogno ed entusiasmati della loro felicità. In barca si può vivere davvero bene, se solo si è in grado di lasciare a terra tutti i pesi inutili, quelli che qualcuno in queste occasioni a volte si porta purtroppo con se.
Abbandonati dunque ad ognuno di questi attimi, perché sanno di vita e la vita è un insieme di attimi a cui solo tu puoi dare un senso. In mare così come a terra. Non perderne nemmeno uno, perché solo pochi di essi diverranno fondamentali nella tua vita.
Fai di tutto per perderti lungo i brividi di chi sa accarezzarti solo perché tu fai parte di un loro attimo, perché questo è tutto ciò che realmente abbiamo per dire di essere felici e che ci viene concesso di sapere, per essere in grado un domani di raccontare a qualcuno, di aver vissuto veramente.
Grazie ancora. Buon compleanno ragazze 😀

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