Mai fare programmi se prima non si è stati in barca.

Quante facce ha l’amore? Beh, davvero tante e inaspettate. Per cui meglio non fare troppi programmi… tanto poi cambia tutto 😜

Ad esempio durante una vacanza in barca, può nascere un grande amore, una bellissima amicizia …o luna grande passione per il mare e la vela. E se parlo di questo beh, è storia vissuta 🤗

Isole Ioniche

Parliamo di qualche anno fa. Un equipaggio tra i 28 e i 40 anni di età. Si navigava in flottiglia al grido di “mi voglio divertire”. Tutti contro tutti. Galeotto fu però un pacchetto non previsto, proprio l’ultima sera prima del rientro. Ecco i fatti.

Sara è a bordo con me, una bionda solare, sportiva, sempre sorridente e con un cognome tedesco. Diciamo che l’estate se la è goduta per bene, in tutti i sensi.

Claudio è su un’altra barca, quella condotta da un altro amico al quale abbiamo deciso di unirci per stare assieme nel corso di quella serata a Meganisi, se non ricordo male. Un ragazzo educato, sempre pronto a contribuire al benessere del gruppo, sparando le sue sane cazzate… piazzandole nei punti giusti. Sa però essere serio quando serve e quando hai bisogno della sua attenzione. Sportivo al punto giusto, amante della vela, della scherma e brillante quanto basta… per non perdere tempo. A terra infatti non ne ha perso per niente.

Sfoderando il suo charme, in poche mosse ben gestite con discrezione e maestria, ha segnato chiaramente il suo destino e quello di Sara. All’epoca i capelli li aveva ancora.

Qualche tempo dopo …io c’ero! Ho potuto rompermi due costole giocando a paintball durante il suo addio al celibato 🤗. Oggi, a distanza di vari anni, sono felicemente sposati, genitori di una splendida creatura che Sara si è portata in grembo per nove mesi, senza mai farsi mancare nulla in quel periodo, tanto meno le serate con i soliti amici… come ai vecchi tempi. Beh, ora però la barca purtroppo, l’hanno messa momentaneamente da parte… così come Claudio, i suoi capelli 😛

coppia primo piano

Croazia 2012

Un’equipaggio a questo giro nutrito quasi solo di donne, esuberanti e appariscenti. Soprannominati dagli altri equipaggi “Barca corso Como”…a ragione o torto 😲😅. Gli uomini sono in misura ridotta ma non da meno, tra i quali Marco, quarantenne venuto a bordo con la sindrome di Forrest Gump. Sì, gli piace correre.

La corsa a bordo è comunemente percepita come improbabile, dal momento che si vive circoscritti dal limite dimensionale di una barca. E invece no cari miei, si può fare anche questo.

E’ arrivato già con un carico notevole di chilometri nelle gambe, fatti per il mondo, raccogliendo fondi a favore di Soleterre, un’associazione per la quale anche io ho contribuito seppur in misura ridotta.

Giusto per chiarire amici, a bordo ci sono tante occasioni per scendere a terra, anche per farsi i propri chilometri lungo mare, nelle pinete, tra i paesini. Basta organizzarsi ma soprattutto, basta volerlo. Per cui non fatevi infinocchiare da quelli che dicono: “ah, stare in barca è statico e non si può fare niente altro”. 😉

Marco però, non nasconde certo anche la sua passione per le belle donne e per la buona cucina. Le tecniche culinarie le usa a dovere anche con le sue prede, che si lasciano rosolare con piacere. Stessa cosa che dimostrano di saper fare anche i ragazzi delle altre barche, trovando nelle nostre “prede” …cibo per i loro denti 😛🤩.

Cosa poteva fare dunque Marco se non lo chef di bordo? Fa l’architetto ma è in grado di preparare ogni cosa, seppur con pochi ingredienti disponibili, improvvisando anche in ogni condizione meteo gestibile. Con una particolarità che lo rende ulteriormente unico: è celiaco. Se dunque non in forma molto grave, anche questa cosa a bordo si può tranquillamente gestire 😉.

Nonostante questo però, si è prodigato buttandosi su pasta e pane per tutti, fatta al momento (con il rischio di infettarsi con le nostre farine). Ma anche torte (con e senza glutine) e piatti degni della miglior nouvelle cousine, cosa che a bordo è davvero difficile gestire, dal momento che su una barca da charter il forno non è mai dei più tecnici e gli spazi così gestibili ed i mezzi, dei più completi.

Questo per ripetere che a bordo… tutto è possibile! 😎😃 Ecco… credo che con tutta questa incontaminazione però, seppur con estrema discrezione, abbia avuto qualche seduta in bagno un po’ più intensa degli altri. Ma ci sono diversi trucchetti per non dare nell’occhio.

Qual è però il risvolto della medaglia di Marco? Non dargli mai una cima in mano, perchè non saprebbe davvero che farsene. Dopo tutto a bordo, ognuno si sceglie il proprio ruolo. E questo spiega che non c’è bisogno di saper andare in barca a vela ma è importante saper contribuire alla vita di gruppo in qualche modo.

E poi c’è lui, Salvatore.

Un giovane pugliese in vena sempre di veleggiare, vela e veleggiare, vela, vela e “…quando andiamo a vela?” Quello che l’amore lo esprime per il mare e …la vela appunto. Una grande passione in pieno svolgimento.

Schivo ma pungente (QB). Intelligente, come è ogni ingegnere, fino a quando non si fa prendere dai suoi limiti concettuali. Beh… dopo tutto è inge!

Approfitta di ogni manovra per dare il suo contributo, oppure del momento in cui cito uno di quei tanti nomi strani che si usano in barca, per approfondirne il motivo e il significato. Una volta al timone, difficile toglierglielo di mano. E da skipper questo, è quanto di più bello si possa desiderare.

Con orgoglio quindi posso dire di avergli trasferito la mia passione. L’amore, quello di natura umana invece, se lo è trovato per i fatti suoi, in un secondo momento, a casa sua, lontano da occhi indiscreti 😆. Da bravo inge. Diversamente esaltato diciamo… non almeno, quanto i suoi compagni di viaggio.

E poi, come è finita?

Beh, fu un’estate entusiasmante, fulminante. Così intensa che rivoluzionò un po’ la vita di tutti. Con l’autunno, io rimasi senza più un’amore… se di questo si trattava. Era a bordo tra le altre ragazze (portata da casa) ma si sa che… l’amore è eterno finché dura. Oggi convivo felicemente con Marta, una ragazza conosciuta ovviamente in barca, diversi anni dopo.

Salva il pugliese, appena sceso dalla barca (o forse ancora prima) si è iscritto al corso patente per diventare anche lui un comandante, per navigare con la ragazza che nel frattempo era entrata nella sua vita. L’amore… quello umano… in un modo o nell’altro alla fine ci calza sempre 😍

Marco lo chef, si è portato avanti con quanto iniziato a bordo, tra un piatto di fettuccine ed una crostata. Anna, la bella ed elegante psicologa, era entrata nelle sue grazie nel corso delle serate al chiar di luna, ai fornelli, nelle lunghe chiacchierate che si fanno in navigazione, a prua, ad un aperitivo, a terra, in acqua… insomma, ci siamo capiti. A bordo c’è molto più spazio di quanto si creda… 😅

Beh, una volta poi tornati a terra, a casa, non si sono più fermati. Sarà stata la sindrome di Forrest Gump, l’entusiasmo o chissà cosa …sta di fatto che si sono macinati altre miglialia di chilometri in viaggi, a spasso per il mondo. Per fermarsi improvvisamente ahimè, entro l’inverno. Vai a capire cosa scatta nella testa delle persone: colpa di lei o di lui? Io un’idea ce l’avrei ma meglio non indagare. Oggi lei credo sia felicemente sposata… con un altro. C’est la vie! Tappe… di una vita da viversi sempre, fino in fondo.

Ed infine Luisa, l’affascinante farmacista siciliana, che nonostante il mal di mare dei primi giorni, ha dichiarato pubblicamente che la barca a vela sarebbe stata la sua più bella vacanza.

Definitivamente fidanzata con Davide, uno di quei ragazzi che zampettava ad ogni occasione da una barca… alla nostra. Aveva infatti passato la maggior parte delle sue serate nel nostro pozzetto, a chiacchierare con lei. Sono stati assieme se non sbaglio per tre anni. 🥳

Non ho più notizie di lei. Lui invece ha continuato a lavorarsi le ragazze sulle mie barche, fino a quando non ha deciso di scendere dalla barca, per salire su una moto (due mondi in stretta relazione), andando alla scoperta del mondo …via terra, con un’altra ragazza, con cui oggi vive felicemente. Le vie dell’amore sono davvero infinite… e inaspettate.

Vele in rada

Cosa rimane di una storia come questa? 

Che la vita… è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa ci puoi trovare dentro. (Forrest Gump docet)

Che la vita… va presa per quello che è, senza idealizzare cose che non esistono, se non nella propria testa.

Che nella vita… se vuoi far accadere qualcosa, devi permettere che accada.

Che nella vita… nulla va dato per scontato e quello che si ha, va nutrito e tutelato.

Che la vita… insegna sempre cose nuove, anche ad amare la barca, seppur non necessariamente con una patente nautica.

Che nella vita… è meglio non fare troppi programmi, soprattutto se prima non sei stato su una barca a vela, d’estate, in una flottiglia magari, con decine di personaggi di cui nella maggior parte dei casi non conoscerai mai il nome …ma con i quali inevitabilmente e in qualche modo entrerai in relazione.

E così finisce una delle tante storie ..nella mia vita da skipper.

Stai pensando alla tua prossima vacanza e la stai ipotizzando in barca a vela? Bene, non pensarci troppo, fallo e basta. Senza troppe …storie (pippe). Non te ne pentirai.

Perché che tu sia in cerca o meno, non importa. Durante “il viaggio”tutto può accadere 😆

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Buon divertimento, buona vita… buon vento!

Un pensiero su “Mai fare programmi se prima non si è stati in barca.

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