Mai fare programmi se prima non sei stato in barca.

Quante facce ha l’amore? Tante e davvero inaspettate. Ad esempio, in una vacanza in barca può accadere di tutto, perfino far nascere il grande amore della vita, per una persona o per il mare. E se parlo di questo beh, allora posso dire che io l’amore, quello vero, l’ho visto. Ho avuto infatti l’onore in entrambi i casi di essere l’artefice di questo magico evento.
Isole Ioniche, pochi anni fa, quando l’amore anche io lo avevo a bordo, non so se fosse quello vero ma se si naviga in flottiglia e si è nella fase “mi voglio divertire” beh, meglio non averlo. Io non ero ancora in questa fase, per cui mi concentravo sul resto. Galeotto fu infatti un pacchetto non previsto, proprio l’ultima sera prima del rientro.
Sara era a bordo con me, una biondona solare, sportiva, sempre sorridente e con un cognome tedesco. Diciamo che l’estate se l’era goduta per bene, in tutti i sensi. Claudio invece era sull’altra barca, quella di un amico al quale ci eravamo uniti per stare assieme. Un ragazzo molto educato, sempre pronto a sparare cazzate ma quando serve anche ad essere serio. Sì insomma, quanto meno ci prova. Sportivo al punto giusto, amante della vela, della scherma e brillante quanto basta per non perdere tempo. Non c’è voluto molto infatti. Quella serata passata assieme segnò i destini di entrambi.
L’anno scorso ho potuto rompermi due costole giocando a paintball durante il suo addio al celibato. Oggi, a distanza di quasi 5 anni, sono felicemente sposati e Sara è in dolce attesa. Pochi giorni dal post e diventeranno genitori di una splendida creatura che si è portata in grembo per 9 mesi, senza mai farsi mancare nulla, nemmeno le serate tra amici che nel frattempo non abbiamo mai smesso di fare.
coppia primo piano
Croazia, 2012, un’equipaggio a sto giro ricco di donne come dire, appariscenti ma altrettanti uomini, tra i quali un caro amico con la sindrome di Forrest Gump. Ha corso non so quanti chilometri in giro per il mondo per raccogliere fondi a favore di Soleterre, un’associazione per la quale anche io ho contribuito acquistando la maglietta che indosso quelle 3 volte l’anno che viene anche a me la stessa malattia. Appassionato architetto che non nasconde la sua passione per le belle donne e per la buona cucina. Ottimo chef. A bordo è spettacolare ma non tocca una cima nemmeno se lo paghi. Anche senza aver fatto la spesa però, è in grado di prepararti pasta, pane, torte e piatti degni della miglior nouvelle cousine da fare invidia alle stelle di un pluripremiato ristorante di Central Park. Poi c’è lui, un giovane pugliese in vena di veleggiate, quello che l’amore in quel momento lo ha espresso in maniera diversa: per il mare e la vela. Schivo ma pungente, intelligente come ogni ingegnere è se non si fa prendere dai suoi limiti concettuali. Approfittava di ogni manovra o del momento in cui citavo uno di quei tanti nomi strani che si usano in barca per approfondirne il motivo o il significato. Invitato a condurre la barca, si ancorava al timone nel vero senso della parola e non lo mollava mai.
Posso dire quindi con orgoglio di avergli trasferito la mia passione per la vela e il mare. L’amore, quello di cui sopra, se lo è trovato in un secondo momento a casa sua.
E poi io, che l’amore invece me lo portavo sempre da casa. All’epoca ancora non volevo capire come funzionano realmente le cose. Sono un tipo ostinato lo so ma oggi penso di essere guarito.
Beh, fu un’estate entusiasmante, fulminante, nel senso che al nostro rientro, tempo di far finire l’estate e veder arrivare l’autunno che io rimasi senza il mio amore. Salva il pugliese, stava facendo il corso patente per diventare skipper anche lui e portare in barca la sua dolce metà (no comment). Marco lo chef frequentava regolarmente Anna, la bella ed elegante psicologa conosciuta a bordo, con la quale ha cominciato a fare ogni sorta di viaggio. Storia finita ahimè entro l’inverno (vai a capire cosa scatta nella testa degli uomini in certi casi). Ed infine Luisa, l’affascinante farmacista siciliana, che si era definitivamente fidanzata con Luca, un ragazzo di un’altra barca che nelle serate passate in pozzetto a chiacchierare se l’era lavorata a puntino. Sono stati assieme se non sbaglio 3 anni.  Non ho detto che le storie d’amore siano tutte infinite. In effetti l’amore è eterno finché dura. 
Vele in rada
Cosa rimane di una storia come questa? 
Che la vita è come una scatola di cioccolatini (per continuare con le citazioni), non sai mai cosa ci puoi trovare dentro.
Che la vita va presa per quello che è, senza idealizzare cose che non esistono se non nella propria testa.
Che nella vita se vuoi far accadere qualcosa, devi permettere che accada.
Che nella vita nulla va dato per scontato e quello che si ha va nutrito e tutelato.
Che la vita insegna sempre qualcosa, anche ad amare la barca, seppur non necessariamente con una patente nautica.
Che nella vita è meglio non fare troppi programmi, soprattutto se prima non sei stato su una vela, d’estate, in una flottiglia, con decine di personaggi di cui nella maggior parte dei casi non conoscerai mai il nome ma con i quali inevitabilmente e in qualche modo si entrerà in relazione.
Se stai pensando quindi alla tua prossima vacanza e la stai ipotizzando così, in barca, non pensarci troppo, fallo, non te ne pentirai. L’occasione buona potrebbe essere anche subito, per Capodanno, nei mari caraibici ad esempio oppure se ci si accontenta, in uno dei prossimi weekend che fino a ottobre si può organizzare, anche se certo, non è la stessa cosa.
Altrimenti ho paura che dovremo aspettare la prossima estate. Basta che nel frattempo non si facciano troppi programmi, perché tutto può ancora accadere.

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