Il briefing. Skipper docet!

Siete tutti in barca, avete sistemato le vostre cose in cabina (non litigate, tanto non cambia assolutamente niente tra una e l’altra), siete carichi, non vedete l’ora di partire, volete festeggiare, fare casino e dimenticarvi il perchè non lo avete mai fatto prima. Quanto lo capisco. Ma prima di partire ci sono alcune cose che lo skipper vi deve dire. Abbiate pazienza ancora un attimo e ascoltate attentamente cosa ha da dirvi, perchè molte di quelle cose vi serviranno quando meno ve lo aspettate e soprattutto, saranno utili a voi stessi e in certi casi, a dare una mano anche al vostro skipper.
Gli argomenti? In linea di massima sicurezza, cesso, vita di bordo, navigazione e ormeggi, che vi racconto qui di seguito in maniera del tutto semplice e informale facendo degli esempi, come vuole l’anima di questo blog.

Il bagno che angoscia

La pompetta, gli spazi ridotti, i rumori molesti ed è subito terrore a bordo.
Queste sono le cose che più impressionano la maggior parte delle persone che salgono a bordo per la prima volta e vi assicuro, non solo. Soprattutto le donne. Poi però ritornano tutti, credetemi. Non sarà certo una pompetta che vi obbligherà a cambiare stile di vacanza.
Non abbiate paura dunque, la pompetta da usare è semplice una volta capita la sequenza della fatidica levetta: sinistra, destra, sinistra, destra. Lasciatela sempre a destra una volta usata. 12 pompate a sinistra per cose semplici. 20 per quelle un po’ più complicate.
Cesso
Se avete bisogno di fare rumore e avete complessi di inferiorità (non capisco perché dal momento che tutti ma proprio tutti la fanno, giuro) vi consiglio di farla in navigazione (tolleranza permettendo), mentre gli altri magari sono fuori a chiacchierare. Oppure la mattina molto presto quando tutti dormono profondamente. Non siete così mattinieri? Fatevi dire dove andranno a terra una volta in porto e dite che li raggiungete oppure sfruttate gli attimi in cui siete ormeggiati in porto e andate nei bagni della marina.
Cosa importante da sapere in questi casi in cui la smania di liberazione prevarica a volte il buon senso: non buttare mai carta nella tazza. Gli impianti sono delicati e si intasano facilmente. Allora sì che ci si deve esporre alla gogna chiamando lo skipper per far scendere l’acqua ormai di un colore indefinibile. Impresa fastidiosa ma spesso risolvibile facilmente. Fate piuttosto una pallottolina del vostro prodotto interno e buttate nel sacchetto che avete comprato e messo sotto il lavandino. Quindi pulite bene e aprite l’oblò. Se avete comprato un deo… meglio, una spruzzata salva la vita a tutti.

Ormeggi: ancora, trappe e cime

La rada

Il colore azzurro intenso del mare che si confonde tra i riflessi di un sole luminoso è ciò che attira la vostra attenzione. Siete finalmente in una rada mozzafiato. Ci sono già altre barche e lo skipper sta cercando il punto giusto per filare l’ancora.
In questo momento chiamerà probabilmente in aiuto qualcuno a cui affiderà il compito di filare ancora a prua (leggi Cazza cosa? per scoprire un po’ di termini marinareschi). Gli altri in questo caso devono cercare di fare meno casino possibile e lasciare libera visuale e linea d’aria, in modo che possano sentirsi e dialogare.
ormeggirada

Il pacchetto

Giunti in rada può essere che le condizioni meteo e del mare permettano di stare vicini ad altre barche che stanno viaggiando con voi. Gli skipper quindi si sentono tra loro via radio e organizzano le fasi di ormeggio a pacchetto.
Come detto prima, sono manovre a cui bisogna prestare attenzione. Il vostro skipper, oltre che assegnare il compito di filare ancora ad uno di voi, chiederà ad altri due di mettere fuori i parabordi e di prepararsi a lanciare le cime di poppa e prua che precedentemente vi avrà preparato. Siate collaborativi dunque e salutate i vostri vicini di barca con una bella birra ghiacciata in mano. Da quel momento iniziano gli arrembaggi.
pacchetto

Ingresso in porto

Questo è il momento in cui bisogna prestare massima attenzione e dare assistenza al vostro skipper, il quale avrà già assegnato i compiti ad alcuni di voi. Gli altri dovranno sedersi in pozzetto per lasciare la visuale alle manovre e possibilmente spegnere o abbassare musica e tono di voce.
Lo skipper in questo momento ha in mente molte cose a cui deve prestare la massima attenzione. Primo tra tutto capire alla radio che posto vi è stato assegnato e fare manovra spesso in condizioni avverse per entrarci. Ecco perchè è necessario siate collaborativi.
ormeggioporto
Mentre vi infilate tra una barca e l’altra attenzione a non sporgere le gambe o i piedi al di fuori del perimetro della barca, al limite ascoltate attentamente ciò che vi dice lo skipper e con le mani cercate di allontanare le barche in fianco.
Uno di voi recupererà la trappa, una cima di ormeggio che l’addetto alla banchina vi porgerà e che voi con il mezzo marinaio dovrete portare a prua per fissarla alla bitta (vi spiegherà tutto lo skipper, tranquilli).
Un altro lancerà sempre allo stesso personaggio in banchina la cima fissata alla bitta di poppa. Al resto penserà lo skipper e seguite le sue indicazioni dando attenzione a ciò che fate e dice. Se state facendo tutto questo con molto vento, le manovre dovranno essere svolte velocemente. Quindi non cazzeggiate in questo momento, fatelo appena avete finito l’ormeggio.
Appena fatto tutto, lo skipper dovrà calare la passerella e fissare il cavo di alimentazione in banchina per avere corrente a bordo.
Siate comprensivi, finite di dargli una mano e non cominciate a scalpitare per scendere a terra, armati di asciugamani, beauty, scarpe o ciabatte, invadendo quindi il pozzetto mentre lui lavora ancora. Pochi minuti e tutto si avvera. Bagni, bar e ristorantini sono lí ad aspettarvi, non svaniscono nell’aria improvvisamente.

Guarda come dondola

La barca a vela sbanda. Già, quindi è normale se di bolina vi sembrerà di prendere il volo. È fatta apposta per non rovesciarsi e comunque il vostro skipper saprà annunciare e gestire l’evento.
In linea di massima poi, la barca naviga su un elemento naturale che il più delle volte si dimostra vivo, quindi si muove e così anche la barca e gli oggetti che contiene, comprese le persone. Quando ci si sposta da poppa a prua, avere sempre una mano attaccata alla barca, muoversi accovacciati, non completamente in piedi e soprattutto attenzione con i piedi bagnati. Si scivola, si infilano le dita dei piedi dove non ci stanno e si sbatte contro spigoli il cui nome spesso è confuso con le più creative imprecazioni.
Tenete sempre tutto in ordine, sia fuori che sotto coperta soprattutto. Basta l’onda di un traghetto o una bolina efficace per trasferire tutto a terra ciò che è appoggiato o negli stipiti rimasti aperti, formando montagne di indumenti, olio, sale e spesso vetri. Da pulire è davvero fastidioso. Un po’ di accortezza prima, evita inutili sbattimenti dopo.
barcasbanda

Dulcis in fundo

Regola finale ma fondamentale. Se non sapete cos’è una cosa o come funziona, giù le mani. Domandate prima di rischiare di fare danni. Si dimostra più ignoranza non ponendo le giuste domande, piuttosto che dimostrare di non sapere certe cose.
Siete in vacanza, divertitevi, fate foto, innamoratevi, sognate, giocate, abbronzatevi, rilassatevi, ubriacatevi ma occhio, ci vuole sempre buon senso, in tutto.

4 pensieri su “Il briefing. Skipper docet!

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