Il non luogo: la dinette

Il rispetto degli spazi in barca è molto importante, soprattutto quelli comuni. E la dinette è uno di questi.

E’ un termine molto comune, diffuso tra chi va in barca, per indicare il luogo sotto coperta dove ci si ritrova a cucinare o mangiare assieme, oltre quello fuori che si chiama pozzetto. In dinette si ricavano anche posti in più per dormire. Forse meno intimo delle cabine ma decisamente più fresco e arioso.

Non tutti però sanno che è un termine preso in prestito ai camperisti, per indicare la stessa area comune ma che la marineria al contrario, chiama però quadrato. Più adatto dunque al nostro habitat: la barca.

Ma perché ne parliamo?

Perché è il via vai di tutti, dove ci si ritrova a parlare male di quella o di quello, a raccontarsi storie incredibili e improbabili… mentre qualcuno cucina ma anche dove lo skipper trova posto al suo desk, nei pressi della radio, dove traccia le sue rotte o fa il punto nave… mentre ascolta i segreti di Pulcinella 🤗😅.

Dove c’è anche chi ci dorme, attrezzando i divanetti in modo da poter avere spazio adeguato per riposare. Lo stesso punto in cui chi dorme però, è l’ultimo ad andare a letto ma anche il primo a svegliarsi, visto che è appunto, il via vai di casa. Spesso infatti occupato dalla buon anima dello skipper… per queste ragioni e per poter agire velocemente in caso di…

Chi è alla sua prima volta, si fa condizionare dal mito di questa convivenza e dagli spazi ristretti. Saper gestire questi aspetti quindi, diventa molto importante per la salute mentale di chi li vive ma soprattutto, in caso le circostanze impongano libertà di movimento. Ad esempio se si deve salpare molto velocemente o se capita di dover gestire qualche problema agli impianti di bordo.

Se quindi il nostro mondo fatto di magliette, maglioni, asciugamani, costumi, ciabatte, creme, libri, telefoni, borse o sacchi a pelo è finito sparso in un modo più o meno sconclusionato in quel posto chiamato dinette o quadrato, diventa un grosso impedimento per chi deve intervenire, proprio dove le barche “nascondono” dietro alle loro strutture in legno i vari impianti di bordo, e dove però si sono ammassate montagne di “laqualunque”. Comprese quelle dello skipper che ci dorme e che di solito, sa però gestirsi.

Può succedere infatti di dover cercare un problema alle batterie, al circuito elettrico o semplicemente di dover intervenire sugli switch dei serbatoi dell’acqua, insomma a qualsiasi cosa possa capitare a bordo ma che con il disordine creatosi, di difficile praticità.

Il rispetto degli spazi a bordo

La barca è un agglomerato di impianti più o meno ben gestito. Passano sotto il letto, i divanetti e sotto a quello che in gergo viene chiamato pagliolato, cioè i ripiani in legno su cui si cammina sotto coperta e oltre i quali passano appunto gli impianti e i punti di ispezione dello scafo.

Un buon briefing avrà certamente avvisato di queste eventuali situazioni ma non è strano venire a sapere dalle storie raccontate da molti skipper, che l’unica cosa da fare in certe situazioni, sia stata raccogliere a caso il mucchio di ammassi generati, scaraventandoli letteralmente (sempre a caso), nella prima cabina aperta disponibile.

Una volta risolto il problema della barca però, l’altro problema da gestire sarà stato capire come ripristinare la diretta proprietà di ogni indumento o oggetto disperso tra gli altri, assieme al senso di frustrazione di chiunque non trovi più qualcosa e al dissesto fisico di chi si è trovato a doverlo sopportare.

L’ordine a bordo dunque è determinante ed il rispetto delle parti comuni, un fattore differenziante. Perché la barca è un microcosmo fatto di equilibri, relazioni, abitudini da tutelare e da mettere in discussione. Di emozioni intense vissute alla scoperta di una natura da rispettare, sia quella circostante che umana, fatta come sappiamo di limiti, pregi e difetti. Tutte cose però facilmente gestibili con un sano buon senso.

E la dinette, questo non luogo dove tutto accade, diventa così un’ottima palestra per ritrovare il giusto equilibrio di queste cose o per trovarsi con persone nuove, con le quali in certi casi …rinascere. Prima però di aver scoperto chi ha scavallato il mio cavetto dell’iphoooooon? 😂

Se sei dell’idea di provare la barca a vela, sappi che sarà un’esperienza memorabile, se saprai gestire i tuoi cavetti… ma soprattutto se capirai come gestire le variabili necessarie a renderla tale. Una bella occasione anche per scoprire come affrontare QUEL …”bisogno” personale, di solito da gestire nell’area dinette, di cui ci si vergogna sempre 😉anche se può essere davvero facile, se si conoscono alcuni trucchetti.

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Buon divertimento quindi, buona vita e …buon vento.

4 pensieri su “Il non luogo: la dinette

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