C’E’ DA CORRERE, SI MA NON TROPPO!

Ci vogliamo vedere? “Dai riaggiorniamoci, mandami un cal”. 

Ecco, oggi non ci si vede, ci si riaggiorna. Retaggi di un lavoro ormai dannatamente compresso o modi di vivere malati, sempre più vicini ai ritmi del lavoro? O forse un modo di lavorare che lascia poco spazio per vivere? In tutto questo nel frattempo ho creato un gruppetto su uozapp per rimanere sempre aggiornati in tempo reale nel caso ci fossero sorprese per il prossimo appuntamento nel weekend.
Scherzi? Bisogna sapere tutto, in tempo reale, altrimenti non è possibile ottimizzare gli spostamenti in una città frenetica come Milano, sempre perennemente incazzata ed in ritardo. Per forza, 10 km/ora di velocità media è la stima fatta dal Comune sulla viabilità, dove per fare 4 km ci vuole mezz’ora.
Questo è uno dei motivi per cui ho deciso infatti di vendere l’auto. L’altro è il box (che non ho), l’inquinamento, le spese, l’assicurazione, lo status symbol (di cui non mi frega niente), i cerchi in lega, il volante recaro, gli interni in pelle, i fanali allo xeno e le multe per divieto di sosta.
La macchina costa più che pagare ogni settimana per 3 sere di fila una cena alla stessa donna, sempre che esista una donna simile, perché non c’è tempo da sprecare nemmeno in questo… e ci siamo capiti dove volevo arrivare. Con la sola differenza però, che con lei ci sarebbero più opportunità di avere in cambio qualcosa. Oddio, non è detto, forse no. In effetti ci sono quelle che si scandalizzano del fatto che non ho un auto per andare a cena: “come fai senza auto?”. “E tu, come fai senza box?”. 
Pensa allora adesso che ho deciso di mollare pure il lavoro. Che dici?
“Uomo, 46 anni, senza posto fisso e senza auto, cerca donna da portare a cena, a piedi”. Rischio sicuramente di fare la fine dell’assetato. Che dire, quanto meno non ho impegni inutili, parlo dell’auto.
Beh, tutto questo per dire che la qualità del tempo che perdiamo non torna, quello investito per correre dietro a qualcosa o qualcuno intendo. Per correre, correre sempre e comunque verso l’idea che qualcuno ha disegnato per noi. Per sembrare quello che non si è, per essere quello che non siamo. Beh, questa cosa mi ha definitivamente rotto i maroni, quindi ho deciso di cambiare qualcosa. Un lavoro che non mi rappresenta ad esempio, dove il tempo è rubato inutilmente da decisioni che altri prendono per te e spesso senza senso, togliendolo a quei momenti che vorresti dedicare a te stesso e a quello che ti rappresenta meglio, mentre ora posso decidere nuovamente come gestirlo. Come le donne, impietrite dal fatto che io non sia lo stereotipo del milanese imbruttito mentre si lamentano, per lo stesso motivo, che ne esistano troppi.
Tempo, troppo, perso, puff, volato via, inseguendo cosa, chi, perché? Certo è un rischio ma è da correre, visto che questo è ciò che bisogna fare sempre e comunque. Quanto meno decido io quanto, come e per chi. Ho comprato le scarpe da running apposta.
Auguro a tutti quindi, scherzandoci su un po’, di poter vivere una vita di corsa senza però rincorrere niente, se non il vostro sogno, cercando di essere felici, sempre, ognuno a proprio modo, ognuno con i propri limiti. Quindi, ci vediamo a bordo e ne parliamo con una birra in mano?

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