70° gradi nord. Isole Lofoten a vela: 7 giorni con meno di 2000 euro.

Prima di questa occasione non avevo mai navigato a queste latitudini. Un viaggio nel circolo polare artico durante la settimana del mio compleanno, che avviene nel bel mezzo del solstizio d’estate. Fascino e mistero, quando il sole tocca l’orizzonte ma non scende mai al di sotto.

24 ore di luce, sempre e continua, lungo un giorno che non finisce mai. Dove il tempo è relativo e la natura si offre all’obiettivo delle macchine fotografiche e ai nostri occhi con colori incredibilmente intensi, veri, ricchi di sfumature e contrasti. Ma quali filtri.. i post sono tutti #natural #nofilter da queste parti.

Un viaggio davvero affascinante, attraverso il silenzio primordiale dei fiordi che hanno reso il Northern Norway ciò che è, dove la neve sulle cime delle tante montagne si riflette magicamente nel blu scuro del mare che bagna le pendici a poche centinaia di metri al di sotto, lungo le stesse pareti che d’inverno si può ridiscendere anche con gli sci (se ami quello d’alpinismo). Uno spettacolo che non puoi trovare da nessun’altra parte ma solo qui, lontano dal fragore metropolitano e dalla frenesia della movida cittadina.

2 uomini (patente italiana e yachtmaster) e 4 donne (passione e giusto spirito). A dimostrazione del fatto che in barca a vela si pensa sempre siano gli uomini i soliti protagonisti, quando invece sono di più le donne che si fanno avanti quando si organizzano escursioni e vacanze.

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Norvegia

Milano-Copenaghen-Stoccolma-Tromsø. 

Eh, lunghetto come viaggio sì… ma per imbarcarsi risparmiando qualche soldino, era la soluzione migliore. Abbiamo a disposizione poco più di 7 giorni. Certo, non molto per così tante miglia ma lo spirito di adattamento come sempre è quello che prevale.

Atterrati nel piccolo aeroporto di Tromsø capisci già di cosa stiamo parlando. L’aria è quasi imbarazzante talmente è pulita e il cielo terso è accarezzato da un leggero vento che rende tutto così giusto e assolutamente reale. Pure il taxi che ci deve far tornare indietro di una ventina di chilometri, verso il pontile d’imbarco e che incredibilmente non ci ha chiesto la pelle per pagarlo.

La prima notte la passiamo lì, a Tromsø, 350 km a nord del Circolo Polare Artico, la città più grande della Norvegia del nord, famosa anche per l’aurora boreale invernale. Un luogo assolutamente cordiale a livello climatico perchè la Corrente del Golfo ammorbidisce la rigidità di quelle latitudini.

Tra i pub festosi, popolati dai vichinghi autoctoni e dalle loro donne, entusiaste di chiacchierare con degli italiani (e facciamoci riconoscere anche qui). Ci perdiamo tra i colori dei numerosissimi runners venuti fin qui da ogni parte del mondo per partecipare alla famosa Midnight sun marathon. 42 km di corsa attraverso le cittadine incastonate sapientemente lungo le coste di posti che hanno davvero del surreale. Con i nostri complimenti che ammirati, brindiamo al loro andirivieni seguendoli diciamo, con molto meno coinvolgimento atletico.

Il giorno dopo alle prime luci dell’alba.. ah no, l’alba qui non esiste. Vabbè.. alle prime luci della nostra giornata, raggiungiamo finalmente il Bavaria 46 che ormeggiato ci aspetta ormeggiato al pontile. Quasi 4 metri più in basso del livello della strada. L’escursione di marea ha reso la passerella di collegamento un vero e proprio scivolo per bambini, per cui il divertimento è cominciato ancora prima di mettere piede a bordo, facendo scivolare prima il bagaglio e a seguire noi.

Chiuso il check-in e appurato che il lungo bastone in legno legato alle draglie di dritta serve per spostare gli iceberg :/ finalmente si parte. Se lungo la nostra permanenza a latitudine 70°, di giorno ci siamo concessi addirittura un bel 15 minuti di petto nudo, la sera non è mai stata come dire, così calda, se non fosse stato per la stufetta a bordo, che assieme alla condensa creata con la nostra presenza sotto coperta, ci faceva credere di essere a Bankok nel mese di aprile/maggio.

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Dove il tempo non ha orari

Una settimana lunghissima, forse motivato dal fatto che le giornate non finivano mai. Forse perché il sole qui non tramonta mai? Giorni indimenticabili alla ricerca di un segno e di un sogno. Alla ricerca delle famose balene, ovviamente mai trovate, nonostante la giornata passata a galleggiare seguendo le rotte consigliate da qualche pescatore che a quanto pare, ci aveva dato la rotta delle sardine piuttosto che quella dei capodogli. Carne che vi assicuro, è identica al manzo: stesso colore e consistenza. Accompagnata da un bollito di verdure che abbiamo mangiato sul pontile di un luogo imprecisato là, perso in qualche fiordo. Al caldo del tiepido raggio di sole che non è mai mancato, avvolti dal silenzio di quel paesino fuori dal tempo e lontano da tutti.

E poi stoccafissi, davvero tanti e ovunque, appesi a sterminati intrecci di tralicci puzzosi ma che allo stesso tempo caratterizzavano uno skyline di romantiche storie, evocate dai ricordi di chi ha voluto condividere con noi stranieri, un momento della loro vita.

Ed ovviamente birra, a fiumi, e ancora verde, verde, tanto verde, di ogni gradazione e a perdita d’occhio. Quindi sole, per nostra fortuna, perso ogni tanto dietro qualche nuvola ma sempre presente, amichevole e poi acqua, assolutamente cristallina, scura e gelida. Abbiamo provato a farci due passi a pieni nudi ma è la stessa esperienza di un laghetto delle Dolomiti. Rimani senza fiato.

Posti splendidi, che scopri perdendo il ritmo del tempo, quando atterri senza rendertene conto alle 2 o alle 3 del mattino. Isolati dal silenzio e dalle finestre chiuse delle case in legno rosso mattone con i profili bianchi sparse qua e la: per loro è notte. Alla scoperta continua di luoghi sperduti, a spasso nei villaggi di pescatori, disturbati solo dal rumore dei nostri passi e dagli scatti delle macchine fotografiche che ritraggono scorci di rara bellezza, nell’assoluto silenzio che tutti quanti rispettiamo.

Se cercate un’esperienza memorabile questa è una delle destinazioni che vi consiglio caldamente consigliare di fare. Le temperature sono assolutamente gestibili, il mare è incredibilmente cordiale (mai da sottovalutare), la spesa non è propriamente economica ma la magia che dà in cambio li vale tutti. Un viaggio che fatto in inverno, lascerà al buio la luce dell’aurora boreale il motivo per ritornarci. Magari non in barca ma certamente, con la stessa voglia di rendersi conto che questo nostro mondo ha davvero tanto da raccontarci, da portare poi per sempre nel cuore e nel nostro modo di essere, ognuno nella propria esistenza.

 

Se vuoi scoprire qualcosa di più di questi posti:

https://www.visitnorway.it/

https://www.visittromso.no/en


Per realizzare questo montaggio, ho utilizzato i video di:

The Art of Drones DJIOeri,

Floatwithme float

Stefan Jäger

Strømsnes Media

VerticalShotExped

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